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Attacco con droni a Lipsia: sospetti sui servizi segreti russi

Agenti di polizia camminano, venerdì 7 agosto 2026, in un'area dell'aeroporto di Lipsia/Halle a Schkeuditz.
Agenti di polizia attraversano un’area dell’aeroporto di Lipsia/Halle a Schkeuditz venerdì 7 agosto 2026. Diritti d'autore  AP Photo
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Di Euronews Berlin
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Il fallito attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle continua a impegnare le autorità di sicurezza tedesche. Secondo gli inquirenti, diverse piste portano a due presunti complici, uno vicino ai servizi segreti militari russi GRU

In relazione al tentato attacco con droni contro un velivolo ucraino all'aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania, sono emersi atti d'indagine finora non noti al pubblico, riferisce il quotidiano Welt. Le informazioni si basano, oltre che su questi documenti, anche su fonti degli ambienti della sicurezza.

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Nel corso delle ricerche sarebbero state accertate le identità dei due sospetti, oltre ai dettagli dei loro viaggi da e verso la Germania. Le conclusioni raccolte avrebbero pesato in modo determinante sulla decisione con cui il ministro degli Esteri Johann Wadephul (CDU) e il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) hanno attribuito, circa dieci giorni fa, la responsabilità dell'attacco alla Russia.

Al centro delle indagini ci sono il cittadino russo Oleg Le. e il cittadino bielorusso Andrei Ka. Secondo i servizi di sicurezza tedeschi, Le. avrebbe curato la preparazione logistica, mentre Ka. viene considerato il presunto esecutore materiale dell'attacco con droni.

Drone fermato accanto a un aereo ucraino

L'episodio è avvenuto il 4 agosto all'aeroporto di Lipsia/Halle. Un drone caricato con esplosivo si è avvicinato a un aereo da trasporto ucraino Antonov. Il velivolo è stato individuato e successivamente neutralizzato.

Secondo le conoscenze attuali, altri due droni sarebbero andati fuori uso o distrutti prima dell'attacco vero e proprio: nelle vicinanze dell'aeroporto gli investigatori hanno trovato i relativi rottami.

Particolarmente delicata è la potenziale capacità esplosiva del tentato attacco. Dalle indagini risulta che sarebbero dovuti essere impiegati complessivamente circa 1,8 chili di Semtex. In quel momento l'Antonov presa di mira avrebbe avuto a bordo circa 25 mila litri di cherosene.

L'esplosivo alla fine non è detonato, perché secondo gli elementi raccolti l'innesco si è staccato. Una telecamera di sorveglianza avrebbe ripreso il drone mentre si fermava immediatamente accanto all'aereo.

Traccia di DNA: possibile legame con casi di sabotaggio in tutta Europa

Secondo quanto riferisce la Welt, il caso di Lipsia non viene apparentemente considerato isolato dalle autorità di sicurezza europee. Gli investigatori stanno verificando possibili collegamenti con altri episodi di sabotaggio in cui sarebbero stati impiegati droni, esplosivi o i cosiddetti agenti usa e getta.

Secondo gli inquirenti, uno schema ricorrente consiste nel reclutare persone con precedenti penali per singoli incarichi. I mandanti restano invece nell'ombra.

Un ruolo centrale nella ricerca dei presunti autori è svolto da una traccia di DNA. Gli investigatori hanno trovato su una struttura d'antenna, presumibilmente utilizzata per controllare un drone, i resti di un guanto.

Le tracce repertate corrisponderebbero a dati genetici già noti in Finlandia e Lituania. In questo modo il cittadino bielorusso Andrei Ka. è finito al centro delle indagini.

Ka. risulterebbe già schedato in entrambi i Paesi per reati comuni; in Finlandia viene collegato, tra l'altro, a reati contro il patrimonio.

Anche le autorità polacche avrebbero fatto il suo nome in relazione a un incendio in un negozio di bricolage a Łódź. L'episodio, avvenuto nell'estate 2024, viene indagato come possibile atto di sabotaggio.

Gli inquirenti ipotizzano una preparazione professionale

Le autorità tedesche partono dal presupposto che l'attacco non sia stato improvvisato. Indizi relativi all'impiego di più droni, a possibili nascondigli per il materiale e all'uso di diversi punti di decollo vengono interpretati dagli investigatori come segnali di un'operazione preparata in anticipo.

Dieci giorni dopo l'attacco, gli investigatori si sono imbattuti a Kabelsketal, un comune della Sassonia-Anhalt non lontano dall'aeroporto, in un altro drone e in un'area bruciata. In quel luogo gli specialisti avrebbero sequestrato circa 50 grammi di Semtex. Il Semtex è un esplosivo potente e plasmabile, sviluppato tra l'altro per impieghi di demolizione militari e industriali.

Anche a sud dell'aeroporto sono stati esaminati possibili nascondigli: nei pressi di Schkeuditz gli inquirenti avrebbero individuato diversi punti dove, a loro giudizio, potrebbero essere stati nascosti materiali o esplosivi.

La ricerca è progredita anche grazie all'analisi di un'auto a noleggio che sarebbe stata utilizzata dai sospetti.

Servizi segreti russi nel mirino

Un ruolo particolare viene attribuito a Oleg Le. Secondo i servizi di sicurezza tedeschi, sarebbe riconducibile al servizio segreto militare russo GRU e avrebbe curato il lato logistico dell'operazione.

Le. sarebbe entrato in Germania passando per la Turchia. In seguito avrebbe lasciato il Paese dall'aeroporto di Berlino-Brandeburgo, diretto inizialmente in Serbia. Secondo le informazioni disponibili, ora si troverebbe di nuovo in Russia.

Stando alla valutazione degli inquirenti, le autorità tedesche sapevano già al momento del suo ingresso che potesse appartenere all'orbita del GRU. Tuttavia, successivamente non sarebbe stato sottoposto a una sorveglianza continuativa.

Ricadute politiche

La controversia ha ormai avuto anche conseguenze diplomatiche concrete. Il governo federale ha già reagito alle accuse e avviato misure contro la Russia. Tra queste figurano la chiusura del consolato generale russo a Bonn e della Casa Russa a Berlino. È stato inoltre convocato al ministero degli Esteri l'ambasciatore russo. Sono allo studio ulteriori passi, tra cui misure aggiuntive a livello europeo.

Mosca ha reagito a sua volta con contromisure, chiudendo il consolato generale tedesco a San Pietroburgo e annunciando inoltre la chiusura degli Istituti Goethe in Russia.

Il governo russo ritiene Berlino responsabile dell'escalation e continua a respingere le accuse legate all'attacco con droni. Dal punto di vista di Mosca mancano prove sufficienti di un coinvolgimento diretto di strutture statali russe.

Per le autorità di sicurezza tedesche la priorità ora è consolidare gli indizi finora raccolti e identificare con chiarezza i responsabili e i possibili mandanti. Se si confermasse il sospetto di un'operazione orchestrata da strutture russe, il caso potrebbe avere ulteriori ripercussioni sulla politica tedesca di sicurezza e nei confronti della Russia.

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