Il mega-incendio che sta devastando il dipartimento della Gronda, in Francia, ha prodotto talmente tanto fumo e temperature elevatissime da generare un pirocumulonembo: nubi in grado di provocare temporali locali che alimentano ulteriormente le fiamme
Il mega-incendio che sta devastando il dipartimento della Gironda, nella Francia sud-occidentale, è talmente gigantesco da aver prodotto un fenomeno raro e pericoloso: una serie di pirocumulonembi, ovvero nubi sufficientemente dense ed estese da generare temporali locali, con fulmini che, cadendo a terra, generano a loro volta nuovi inneschi.
A confermarlo sono state le autorità francesi. Gli scienziati stimano che ogni anno nel mondo si verifichino da decine a centinaia di tempeste create da incendi, ma in Europa si tratta di eventi estremamente rari, soprattutto quando i pirocumuli di dimensioni più piccole si trasformano in pirocumulonembi, capaci appunto di generare temporali.
Naturalmente, i "temporali di fuoco" (così ribatezzati dalla stampa francese) possono avvenire soltanto in casi di incendi particolarmente gravi. I cambiamenti climatici, generati principalmente dalla combustione di carbone, petrolio e gas, stanno però rendendo numerosi eventi estremi sempre più frequenti e violenti, compresi appunto i mega-roghi.
Finora gli esperti hanno faticato a riprodurre questo fenomeno meteorologico nei loro modelli. Ma un nuovo studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, ha fornito una svolta che potrebbe aiutare a prevederli e a capire quale impatto hanno sul clima globale.
Come fa un incendio a creare un proprio "sistema meteorologico"
Le condizioni affinché si generi il fenomeno sono dipese al contempo dai fumi prodotti dalla combustione della vegetazione e dalle colonne di temperature elevatissime dipese dalle fiamme. La vegetazione che brucia riscalda l'aria vicino al suolo, che poi si alza. L'aria più fredda al contempo scende per riempire il vuoto lasciato da quella in risalita, generando un circolo ventoso.
Quando le condizioni sono favorevoli, i pennacchi di fumo e aria calda in rapida ascesa dell'incendio si raffreddano e formano una nuvola, nota come appunto come pirocumulonimbus o "pyroCB".
Se viene rilasciata abbastanza energia e la corrente ascensionale si intensifica, si crea poi un temporale in grado di produrre correnti discendenti e pericolosi fulmini. Possono produrre anche temporali senza precipitazioni, ma con attività elettrica, facendo perciò venire meno anche la pioggia che potrebbe, per lo meno, aiutare a spegnere le fiamme. Inoltre, le correnti discendenti possono creare venti irregolari vicino al suolo capaci di rendere imprevedibile la propagazione del fuoco.
I temporali provocati dagli incendi possono avere conseguenze mortali
Tutto ciò si è prodotto ad esempio nel 2020 con l'incendio "Creek Fire", in California, che è stato così intenso da produrre un proprio sistema meteorologico. Il calore estremo ha creato un cumulonembo e un temporale che ha posto ancor più in pericolo i vigili del fuoco e reso difficile il contenimento delle fiamme.
A Pedrógão Grande, un piccolo comune del Portogallo centrale, si è affrontato uno scenario simile nel 2017. Un enorme pennacchio di fumo proveniente da un incendio è cresciuto fino alla formazione di uno dei primi pirocumulonembi registrati in Europa occidentale.
In un'indagine commissionata dal governo portoghese, gli abitanti del villaggio hanno descritto il fenomeno come "un'improvvisa 'bomba' di fuoco che diffondeva lingue di fiamme e scintille in tutte le direzioni". Gli incendi di Pedrógão Grande avevano provocato la morte di 66 persone e il ferimento di altre 250. Si stima che siano stati bruciati 24mila ettari di vegetazione e che più di 500 case siano state parzialmente o totalmente distrutte in cinque giorni.
Una scoperta mondiale
In un nuovo studio, gli scienziati hanno riprodotto i tempi di costituzione, l'altezza e la forza del temporale da incendio che si è registrato durante il Creek Fire, uno dei più grandi pirocumulonembi viste negli Stati Uniti, secondo la Nasa. I modelli hanno anche replicato i molteplici temporali prodotti dall'incendio Dixie in California del 2021, che si è verificato in circostanze molto diverse.
Secondo lo scienziato Ziming Ke del Desert Research Institute del Nevada, negli Stati Uniti, questo lavoro rappresenta una svolta nel campo della modellizzazione del sistema terrestre, poiché potrebbe migliorare la resilienza e la preparazione nazionale, rendendo più prevedibili tali fenomeni.
Inoltre, lo studio consente di comprendere anche l'impatto globale dei pirocumulonembi: quando uno di essi si forma, disperde fumo e umidità nell'atmosfera superiore a livelli simili a quelli di una piccola eruzione vulcanica. Ciò comporta conseguenze sul modo in cui l'atmosfera terrestre riceve e riflette la luce, che perdurano per mesi, per via della persistenza dell'inquinamento prodotto. Tanto che, nel caso in cui le nubi spinte dai venti raggiungano le regioni polari, sono in grado di accelerare la fusione dei ghiacci.