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Mondiale 2026: Spagna si gioca tutto contro l'Arabia Saudita, prova del fuoco per De la Fuente

Luis de la Fuente parla con i giocatori durante una pausa della partita del Gruppo H tra Spagna e Capo Verde ad Atlanta, il 15 giugno 2026.
Luis de la Fuente parla con i giocatori durante una pausa nella partita del Gruppo H tra Spagna e Capo Verde ad Atlanta, il 15 giugno 2026. Diritti d'autore  Foto AP/Jacob Kupferman
Diritti d'autore Foto AP/Jacob Kupferman
Di Christina Thykjaer
Pubblicato il
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La Spagna affronta l'Arabia Saudita in una sfida chiave del Mondiale 2026. La Roja cerca la prima vittoria e di riscattare il deludente esordio.

La Spagna arriva alla sua seconda partita del Mondiale con un duplice obbligo: vincere e convincere. Il pareggio a reti inviolate contro Capo Verde ha lasciato più dubbi che certezze.

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La Roja ha dominato il possesso palla, ma le sono mancati profondità, ritmo e la capacità di trasformare il controllo in occasioni davvero pericolose. Ora, contro l'Arabia Saudita, non basta conquistare tre punti. Deve anche ritrovare le sensazioni giuste e rafforzare la fiducia in vista del tratto decisivo della fase a gironi.

La situazione può trarre in inganno. Dopo la prima giornata, Spagna e Arabia Saudita sono appaiate a un punto dopo i rispettivi pareggi con Capo Verde e con l'Uruguay. Questo significa che una vittoria può indirizzare la qualificazione, mentre un nuovo passo falso trasformerebbe la sfida con l'Uruguay in una vera e propria finale.

La principale sfida per l'allenatore spagnolo Luis de la Fuente è trovare maggiore aggressività offensiva. Contro Capo Verde, la Spagna ha avuto il pallone per lunghi tratti, ma ha fatto circolare il gioco troppo lontano dall'area avversaria e ha creato meno pericoli del previsto. La sensazione è stata quella di una squadra a suo agio nel gestire il possesso, ma poco incisiva negli ultimi metri.

Per questo, tutti gli occhi sono puntati sui giocatori capaci di spezzare gli equilibri e di creare superiorità nell'uno contro uno. La presenza di giocatori come Lamine Yamal o Nico Williams potrebbe risultare decisiva se saranno in condizioni fisiche ottimali, perché sono proprio i profili che più sono mancati agli spagnoli all'esordio.

L'Arabia Saudita potrebbe sorprendere la Spagna

L'avversaria arriva con molta meno pressione e con buoni motivi per credere nelle proprie possibilità. Il pareggio con l'Uruguay ha dimostrato che è una nazionale organizzata, disciplinata e capace di resistere contro avversari teoricamente superiori. Il piano saudita sembra chiaro: blocco compatto, pochissime concessioni e capacità di sfruttare ogni errore per ripartire in contropiede.

Sulla carta, la Spagna resta nettamente favorita. Tuttavia la partita è più complicata di quanto lasci pensare la differenza di livello tra le due nazionali. L'Arabia Saudita ha già dimostrato di saper competere contro le grandi e la Spagna deve ancora provare di aver corretto i problemi emersi all'esordio.

Possibile formazione della Spagna

I media sportivi locali indicano che Luis de la Fuente apporterà cambiamenti per dare più profondità e maggiore capacità di saltare l'uomo dopo lo 0-0 contro Capo Verde. Il principale punto interrogativo riguarda la condizione fisica di Lamine Yamal e di Nico Williams, anche se entrambi sembrano avere buone chance di entrare nell'undici iniziale.

Spagna (4-3-3)

  • Unai Simón
  • Marcos Llorente, Pau Cubarsí, Aymeric Laporte, Marc Cucurella
  • Rodri, Pedri, Fabián Ruiz
  • Lamine Yamal, Mikel Oyarzabal, Nico Williams

È la formazione che ha preso più corpo nelle ore precedenti alla partita e che restituirebbe alla Spagna i suoi due esterni più imprevedibili. Tuttavia, durante la settimana si è ipotizzato che Nico Williams non fosse ancora pronto per essere titolare, il che aprirebbe la porta a Yeremy Pino o a Dani Olmo dal primo minuto.

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