Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

L'incredibile storia di Capo Verde, il piccolo arcipelago che va al Mondiale grazie a LinkedIn

Il portiere di Capo Verde Vozinha festeggia
Il portiere di Capo Verde Vozinha festeggia Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Alessio Dell'Anna & Cristian Caraballo
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Capo Verde ha esordito al suo primo Mondiale fermando la Spagna sullo 0-0, un'impresa costruita in anni reclutando i giocatori della diaspora europea tramite un social network professionale

La storia è iniziata con un messaggio che qualcuno ha letto e ha scambiato per spam. Roberto Lopes, difensore con padre capoverdiano, nato a Dublino e in forza al campionato irlandese, ha ricevuto una notifica su LinkedIn. La federazione di Capo Verde gli proponeva di giocare per la nazionale. L'ha ignorata. Poi è arrivato un secondo messaggio. Ed è lì che è cominciato tutto.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il 13 ottobre 2025, il governo di Capo Verde ha proclamato un giorno di festa nazionale. Allo Stadio Nazionale di Praia 15.000 tifosi hanno visto gli "Squali Azzurri" travolgere 3-0 eSwatini e conquistare la prima qualificazione mondiale della loro storia, estromettendo il Camerun dall'accesso diretto. Il motto della squadra, "10 islas, una nación, un sueño" ("10 isole, una nazione, un sogno"), smetteva di essere un auspicio e diventava realtà.

Nessuno però immaginava che quel sogno avrebbe continuato a crescere durante il Mondiale. All'esordio in Coppa del Mondo, Capo Verde ha fermato la Spagna sullo 0-0 ad Atlanta, con una prestazione difensiva che la Roja non è riuscita a scalfire in 90 minuti e il grande protagonista di quell'impresa è stato Vozinha, il portiere capoverdiano quarantenne premiato come migliore in campo. Ventitré tiri, nessun gol e un punto storico per gli "Squali Azzurri".

Per capire come ci siano arrivati bisogna tornare all'inizio del XXI secolo. Capo Verde è un Paese indipendente dal Portogallo dal 1973, con un'economia modesta e una vasta diaspora sparsa per l'Europa. Reclutare talento locale era quasi impossibile: giocatori di origine capoverdiana come Nani o Nelson Semedo sceglievano di indossare la maglia del Portogallo.

Così la federazione ha puntato su una strategia tanto insolita quanto efficace: cercare i propri calciatori su LinkedIn. Il primo è stato Lopes, quel difensore di Dublino convinto che fosse spam. Poi ne sono arrivati altri. Oggi la nazionale è composta da giocatori sparsi tra i campionati d'Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Africa.

Capo Verde ha chiuso le qualificazioni africane a quota 23 punti, quattro più del Camerun, e si è presentato al Mondiale al 67º posto del ranking FIFA. Sulla carta è la squadra più debole del Gruppo H, ma il primo punto è già arrivato.

Chi è 'Pico' Lopes?

Roberto 'Pico' Lopes è un difensore capoverdiano che gioca negli Shamrock Rovers, in Irlanda. Ma al di là dell'aneddoto legato a LinkedIn, che cosa lo rende speciale? Per cominciare, non è nemmeno nato a Capo Verde, ma in Irlanda, da madre irlandese e padre capoverdiano.

Di certo il suo non è il percorso abituale per arrivare al calcio internazionale, e il difensore centrale 32enne deve averlo pensato anche lui. Ieri contro la Spagna ha guidato la retroguardia del Paese nel primo, storico match mondiale di Capo Verde.

Ma non è l'unico motivo per cui la partita di lunedì resterà impressa nella memoria di migliaia di tifosi. In molti si aspettavano che Capo Verde trascorresse 90 minuti a stendere i talentuosi dribblatori della Spagna.

Invece gli isolani hanno offerto una delle prestazioni difensive più pulite che si ricordino nel torneo, un solo fallo in tutta la partita. È il numero di falli più basso mai registrato da una nazionale nella storia dei Mondiali.

Nonostante il pareggio eroico contro la Spagna, però, gli "Squali Azzurri" devono ancora scalare una montagna, o meglio attraversare un oceano, se si preferisce. Lopes e compagni riusciranno a resistere ancora contro Uruguay e Arabia Saudita la prossima settimana?

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Mondiali 2026: sei milioni di tifosi, tre Paesi e una squadra che corre contro i focolai

Mondiali 2026, la star virale è Merlin: l’anatra mascotte dei tifosi

Mondiali, Trump rovina già il clima? Il dibattito degli eurodeputati a The Ring