Il Mondiale di quest'anno sarà speciale: per la prima volta parteciperanno 48 nazionali, si giocheranno 104 partite e a ospitarlo saranno Stati Uniti, Canada e Messico. Euronews ha parlato con esperti di calcio sulle chance di successo delle diverse squadre
I Mondiali di calcio, da molti anni, sono qualcosa di più di un semplice evento sportivo. È un torneo che unisce i tifosi di tutto il mondo, crea storie globali e ogni quattro anni ridisegna gli equilibri del calcio. Non è solo una corsa al trofeo, ma anche un racconto di ambizioni dei Paesi, pressioni, sorprese e giocatori che in poche settimane possono cambiare la propria carriera.
L'edizione di quest'anno sarà speciale anche rispetto ai tornei precedenti. Per la prima volta nella storia la Coppa del Mondo si giocherà in un formato allargato, con 48 nazionali al via. Un numero maggiore di squadre significa non solo un parterre più ampio di partecipanti, ma anche ben 104 partite in programma negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Una scala così ampia solleva interrogativi sul livello tecnico e su quanto gli attuali equilibri del calcio mondiale resteranno invariati.
Da una parte ci sono i colossi consolidati, che da anni dominano nel calcio internazionale e sono indicati regolarmente tra i candidati al titolo. Dall'altra, le squadre che possono sfruttare la forma del momento e il contesto favorevole per sorprendere.
Le possibili sorprese dei Mondiali 2026: chi può stupire il mondo
Come sottolinea il giornalista di Sport.pl, Filip Macuda, nel calcio delle nazionali c'è poco spazio per il caso, ma la storia dei Mondiali mostra che le sorprese sono parte integrante di questo torneo. "Per squadra rivelazione intendiamo una nazionale da cui non ci aspettiamo un risultato molto buono" ha spiegato Macuda, osservando anche che non ogni nazionale spesso citata merita automaticamente questa etichetta, perché il semplice fatto di essere indicata di frequente dimostra che non è più una sorpresa “nascosta”.
Sebbene ogni Mondiale porti con sé nuove storie, la lista delle grandi favorite resta più o meno la stessa da anni. Spagna, Francia, Argentina, Brasile, Inghilterra e Portogallo: sono queste le nazionali che compaiono più spesso nelle analisi degli esperti e nelle quote dei bookmaker.
Secondo il giornalista di Sport.pl è difficile immaginare un Mondiale senza queste squadre nelle prime posizioni. "Se dovessi indicare cinque principali candidati al titolo, sceglierei Spagna, Argentina, Portogallo, Francia e Inghilterra. A questo gruppo aggiungerei anche il Brasile".
Ognuna di queste nazionali però ha punti di forza diversi. La Spagna punta sul dominio tecnico e sul controllo del gioco, la Francia sulla profondità della rosa e sulla fisicità, l'Argentina sull'esperienza e sulla mentalità da campione, il Brasile sulla qualità individuale dei suoi giocatori. Inghilterra e Portogallo combinano talento e una crescente maturità nelle competizioni per nazionali.
I favoriti ai Mondiali 2026 restano gli stessi, ma la concorrenza cresce
Come osserva l'esperto di marketing sportivo, proprietario dell'agenzia Feel Motion, Tomasz Rachwał, nel gruppo dei principali candidati al titolo troviamo ancora una volta le stesse nazionali.
"Di certo Spagna e Brasile. Molto interessante potrebbe essere anche il cammino di Francia, Portogallo o Germania, squadre che lottano regolarmente per i traguardi più alti" ha detto in un'intervista a Euronews.
Secondo l'esperto però anche l'Africa può avere un ruolo importante nel torneo e regalare sorprese. Sottolinea che le nazionali del continente dispongono di un grande potenziale fisico e di una preparazione tattica sempre migliore.
"Sono molto ben preparate dal punto di vista fisico, forti e dinamiche, e spesso se la cavano bene in condizioni difficili" sottolinea Rachwał. A suo avviso le differenze tra Europa e Africa si stanno assottigliando, anche se lo stile di gioco rimane diverso. "In Europa si punta di più su organizzazione e tecnica, l'Africa è più fisica e diretta" ha aggiunto l'esperto.
Proprio queste differenze potrebbero pesare in un torneo lungo, giocato in Nord America.
La Polonia fuori dal Mondiale: "È la conseguenza dell'attuale livello della nazionale"
L'assenza della nazionale polacca ai Mondiali è, secondo gli esperti, il risultato di un periodo più lungo di difficoltà sportive e non di una o due partite andate male. Nelle analisi spiccano soprattutto la scarsa concretezza sotto porta e gli errori difensivi, che hanno spesso deciso l'esito dei principali match di qualificazione.
Come osserva Filip Macuda, l'immagine della squadra negli ultimi mesi è stata altalenante, ma nei momenti chiave sono stati gli avversari a sfruttare meglio le occasioni. A suo giudizio un problema importante è stata anche la ripetizione degli stessi errori, che ha fatto sì che, nonostante alcuni buoni spezzoni di gioco, la nazionale non riuscisse a dare continuità ai risultati e a mantenere un livello costante per tutta la fase di qualificazione.
In un contesto più ampio, la mancata qualificazione significa che la Polonia, per la prima volta dal 2014, non parteciperà ai Mondiali. È un momento simbolico, che mostra come la nazionale si trovi in una fase di transizione e sia ancora alla ricerca di una nuova identità sportiva.
Nonostante l'assenza della Polonia ai Mondiali, a meno di un mese dalla fine del torneo, sabato 15 agosto nella città polacca di Breslavia andrà in scena una sfida tra potenze del calcio europeo per club: il Manchester United affronterà il Milan.
"Siamo molto felici di poter portare in Polonia calcio di altissimo livello. Contiamo che la Tarczyński Arena di Breslavia sia piena e che i tifosi dalla Polonia e da tutto il mondo possano assistere a uno spettacolo calcistico straordinario. Un ulteriore richiamo legato al Mondiale è che ben 25 giocatori delle attuali rose delle due squadre parteciperanno al torneo che inizia oggi" ha spiegato Tomasz Rachwał, che è l'organizzatore dell'evento.
L'AI ai Mondiali FIFA 2026: come la tecnologia sta cambiando l'analisi del gioco
Il calcio moderno si basa sempre di più sui dati e sulle analisi avanzate, e l'intelligenza artificiale sta diventando uno strumento importante a supporto del lavoro degli staff tecnici. "L'analisi sportiva si sta sviluppando molto rapidamente. L'intelligenza artificiale accelera l'elaborazione dei dati, le previsioni e le conclusioni" ha affermato Tomasz Rachwał.
Pochi anni fa attività di questo tipo richiedevano team molto più numerosi e più tempo, mentre oggi possono essere svolte in modo più rapido e preciso. Secondo Rachwał, a ispirare le tendenze attuali è stata tra l'altro la filosofia resa popolare dal film “Moneyball”, che ha mostrato come le statistiche possano cambiare il modo di costruire le squadre.
Rachwał ha sottolineato inoltre che oggi nel calcio la disponibilità di dati è enorme e copre quasi ogni aspetto del gioco, dalla condizione dei giocatori all'analisi delle condizioni di gara. Allo stesso tempo la tecnologia non è ancora uno standard in tutti i club, ma il suo peso cresce di continuo e incide sullo sviluppo dell'intera disciplina.