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Ceuta, ambasciatore USA respinge accuse su ruolo di Israele e Stati Uniti

L'ambasciatore USA in Israele Mike Huckabee parla durante un incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano alla Casa Bianca, giovedì 23 aprile 2026, a Washington.
L'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee parla durante un incontro tra i rappresentanti di Israele e Libano nello Studio Ovale, il 23 aprile 2026 a Washington. Diritti d'autore  AP Photo/Mark Schiefelbein
Diritti d'autore AP Photo/Mark Schiefelbein
Di Ekbal Zein & يورونيوز
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Intervistato dal giornalista britannico Piers Morgan, Huckabee ha dichiarato: "L'idea che si tratti di un complotto americano-israeliano, e che sia questo a spingere quei giovani verso la costa, è pura sciocchezza"

L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha respinto le accuse di un coinvolgimento di Israele e degli Stati Uniti nella crisi di Ceuta, al confine tra Marocco e Spagna, durante un'intervista con il giornalista britannico Piers Morgan andata in onda lunedì.

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Morgan aveva mostrato alcuni post sulle piattaforme di social media, tra cui uno dell'attore spagnolo Javier Bardem, che accusa Israele di voler "indebolire la Spagna e destabilizzarla" usando "l'estrema destra occidentale" per trasformare la migrazione in un'arma contro i musulmani.

Huckabee ha replicato affermando che "dire che si tratta di un complotto americano-israeliano e che sia il motivo dell'arrivo di questi giovani sulla costa è pura assurdità".

E ha aggiunto: "Ogni volta che succede qualcosa sulla faccia della Terra c'è chi si affretta a inventare la folle idea che dietro ci siano Israele o gli Stati Uniti. Perché non riconosciamo semplicemente che ci sono persone che volevano raggiungere quella parte della Spagna?".

Durante l'intervista Morgan ha inoltre ricordato le precedenti dichiarazioni dell'ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, che in un post su X aveva criticato Madrid sostenendo che la Spagna non esitasse a dare lezioni a Israele pur mantenendo quelli che aveva definito "enclave coloniali" in territorio africano.

Quando Morgan ha chiesto a Huckabee se fosse d'accordo con questa posizione, lui ha risposto che considera le parole di Danon "un'osservazione molto valida" che solleva "domande legittime".

Il post di Danon ha superato 12 milioni di visualizzazioni. In seguito sono arrivate dichiarazioni controverse da parte di funzionari israeliani, tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, in concomitanza con una campagna digitale che promuoveva l'hashtag "Free Ceuta" e diffondeva immagini generate dall'intelligenza artificiale che mostrano il caos in città.

Secondo gli osservatori, la campagna si è basata su tre assi principali: l'uso di termini come "occupazione" e "soluzione a due Stati" applicati al contesto spagnolo; il collegamento della crisi alla posizione di Madrid sulla questione palestinese; il richiamo a eventi storici come l'espulsione degli ebrei dalla Spagna.

La politologa Carolina Alonso ha definito quanto accaduto un tentativo israeliano di indebolire il governo spagnolo a causa della sua posizione sulla guerra a Gaza, con il sostegno dell'estrema destra europea e degli Stati Uniti.

Il giornalista José Vizner ha invece citato un precedente post del figlio del primo ministro israeliano, che avrebbe lasciato intendere un possibile sostegno di Israele a movimenti separatisti nelle città di Ceuta e Melilla.

Ceuta ha registrato un afflusso senza precedenti di oltre 80mila migranti irregolari. Questo ha spinto la Spagna a dichiarare lo stato di emergenza e a dispiegare forze armate per rafforzare la sicurezza, mentre aumentavano i tentativi di ingresso in questa città amministrata dalla Spagna sulla costa marocchina.

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