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Plus Ultra, Zapatero ricorre contro l'ordinanza giudiziaria che autorizza l'indagine sui suoi conti bancari

Zapatero, in una foto d'archivio
Zapatero, in una foto d'archivio Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Cristian Caraballo
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La difesa dell'ex presidente chiede che ogni ampliamento dei dati bancari oggetto di indagine sia pre-autorizzato dal giudice. L'istruttoria così com'è permette una "fotografia finanziaria completa" di 6 anni e mezzo della vita economica di 6 persone fisiche e 13 società commerciali

L'ex presidente del Governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha presentato un ricorso contro la decisione del giudice istruttore del 'caso Plus Ultra', José Luis Calama, che ha autorizzato la Polizia Nazionale a indagare nei conti bancari dell'ex leader socialista, delle sue figlie, Alba e Laura, e della sua segretaria, Gertrudis Alcázar, tra le altre persone del suo circolo ristretto.

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In un atto diretto al magistrato, l'avvocato dell'ex capo dell'Esecutivo, Víctor Moreno, chiede che venga annullato il permesso concesso all'Unità di Delinquenza Economica e Fiscale (UDEF) della Polizia Nazionale per "ampliare le informazioni che si ritengano pertinenti" sui prodotti bancari oggetto di indagine.

Il ricorso, presentato lunedì, sostiene che consentire alla polizia di ampliare le informazioni finanziarie senza controllo giudiziario potrebbe violare diritti fondamentali. L'avvocato richiede inoltre che venga sospesa cautelarmente sia l'autorizzazione concessa all'unità di polizia per ampliare le informazioni sia l'invio delle richieste alle banche, almeno fino a quando il magistrato non si pronuncerà sull'impugnazione presentata.

Cosa contesta il ricorso di Zapatero alla magistratura

Il ricorso contesta il provvedimento con cui il magistrato ha autorizzato la UDEF a raccogliere dati sui conti di Zapatero, delle sue figlie, della sua segretaria e dell'imprenditore Julio Martínez Martínez nonché la possibilità di ampliare le informazioni che ritenga rilevanti su quei prodotti bancari.

La difesa chiede che qualsiasi accesso ulteriore richieda una previa autorizzazione giudiziaria.

Inoltre contesta la richiesta delle comunicazioni interne tra gli istituti bancari e i loro clienti e ritiene sproporzionato l'arco temporale oggetto di analisi, fissato tra il 2020 e oggi.

Secondo l'atto, i movimenti che la UDEF intende verificare non si estenderebbero oltre dicembre 2025, per cui non vede utilità nel prolungare l'indagine oltre tale data.

La difesa sostiene che l'attività istruttoria comporterebbe l'ottenimento di una "fotografia finanziaria completa" di sei anni e mezzo della vita economica di sei persone fisiche, tra cui le due figlie dell'ex presidente, la sua segretaria e un'altra persona estranea al procedimento, oltre a tredici società commerciali.

Avverte inoltre del rischio che tali informazioni possano diventare pubbliche, ricordando che alcuni media hanno già diffuso documenti precedentemente inseriti nel fascicolo.

Pur sostenendo che la documentazione bancaria venga inserita in un fascicolo riservato, chiede che la selezione dei dati sensibili non dipenda solo dalla UDEF, ma sia supervisionata dal cancelliere dell'Amministrazione della giustizia.

Nonostante il ricorso, la difesa precisa di non opporsi al fatto che il giudice acquisisca le informazioni bancarie, ritenendo che l'esito dell'attività istruttoria possa smentire l'ipotesi della polizia secondo cui diverse società avrebbero servito a canalizzare pagamenti verso l'ex presidente.

Cosa c'entra Zapatero nel caso Plus Ultra

Tutto ciò si inquadra nel caso Plus Ultra, in cui l'istruttore indaga su possibili irregolarità legate al salvataggio di 53 milioni di euro concessi nel 2021 dal governo spagnolo alla compagnia aerea Plus Ultra durante la pandemia.

In questa indagine, il giudice colloca Zapatero come presunto leader di una rete di traffico di influenze che avrebbe ottenuto benefici economici in cambio di influenzare presumibilmente tale concessione, fatti per i quali ha disposto la sua imputazione.

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