Negli ultimi anni stanno emergendo sempre più indizi che suggeriscono che Marte, in passato, abbia ospitato la vita. Il tema è al centro del Cospar, il più importante congresso sulla ricerca spaziale, in corso a Firenze. In quest'ottica la missione europea ExoMars potrebbe rivelarsi fondamentale
Marte, il pianeta roccioso, è sempre stato considerato inospitale e inadatto alla vita, nonostante tra i pianeti del sistema solare sia il più simile alla Terra.
Nuovi studi, supportati dalle recenti esplorazioni spaziali del rover Perseverance, suggeriscono però che il pianeta in passato potrebbe aver ospitato le condizioni per la vita.
Questo è uno dei temi chiave dell'astronomia oggi, portato al più importante congresso sulla ricerca spaziale, il Cospar. Il convegno, organizzato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, è attualmente in corso a Firenze.
"La combinazione di più evidenze, come il ritrovamento da parte del rover Perseverance della Nasa di minerali che sulla Terra sono prodotti da microrganismi e di materia organica complessa, sta facendo aumentare la probabilità che, almeno in passato, Marte possa essere stato abitato", ha dichiarato all'ANSA Teresa Fornaro, ricercatrice dell'Osservatorio di Arcetri dell'Inaf e professoressa di Astrobiologia a Firenze, che collabora alla missione di Perseverance.
Secondo la ricercatrice le forme di vita marziane consisterebbero probabilmente in microrganismi vissuti sotto terra, al riparo delle radiazioni che colpiscono la superficie del pianeta, e in grado di sfruttare l'energia delle rocce.
"Finora abbiamo raccolto solo evidenze indirette. La materia organica rinvenuta, ad esempio, possiede una struttura profondamente alterata ed è quindi difficile risalire alla sua origine: avremo la risposta definitiva solo quando potremo analizzare i campioni sulla Terra", ha affermato Fornaro.
Sul pianeta rosso: le missioni ExoMars 2028 e Mars 2020
Per questo sembrano particolarmente rilevanti i risultati che potrebbero portare le missioni in programma nei prossimi anni rivolte al pianeta rosso.
Di particolare rilevanza secondo l'astrobiologa sarà ExoMars,dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che vedrà come protagonista il rover Rosalind Franklin. Il lancio è previsto nel 2028 e l'atterraggio sulla superficie nel 2030.
La missione è già in corso, e nel 2016 ha inviato una prima sonda, la Trace Gas Orbiter, per studiare l'atmosfera marziana. Nel 2028 sarà invece lanciato il primo rover europeo, proprio per riuscire a trovare le prove dirette per rispondere alla domanda: è mai esistita la vita su Marte?
"Finora i rover hanno potuto esplorare solo la superficie, mentre Rosalind Franklin potrà perforare il suolo fino a una profondità di 2 metri, e sarà dotato di strumenti che sono i più avanzati mai mandati su Marte", ha spiegato Fornaro, sottolineando l'innovatività e la rilevanza della missione.
Nel frattempo è ancora presente sul pianeta Perseverance, il rover della Nasa che ha iniziato la sua esplorazione sulla superficie marziana nel 2021 per trovare tracce di antica vita organica su Marte.
La missione Mars2020 inizialmente doveva durare un anno marziano (circa 687 giorni terrestri), ma è stata prolungata a tempo indeterminato, dal momento che il rover funziona perfettamente e, grazie al raccoglimento di rocce e regolite, sta facendo compiere enormi passi avanti alla ricerca spaziale.
Un campione prelevato nell'estate del 2024, quello a cui fa riferimento anche Fornaro, conteneva infatti potenziali tracce biologiche che, sebbene da confermare con ulteriori analisi, sono state definite dall'amministratore della NASA Sean Duffy come "il momento in cui siamo andati più vicino in assoluto alla vita su Marte".