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Partecipazione russa alla Biennale, l'Ue chiede nuovi chiarimenti

Attiviste di Pussy Riot e FEMEN protestano davanti al Padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia 2026, il 6 maggio 2026.
Attiviste di Pussy Riot e FEMEN protestano davanti al Padiglione russo alla Biennale Arte di Venezia 2026, il 6 maggio 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Greta Ruffino
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Commissione europea ha chiesto nuovi chiarimenti alla Fondazione Biennale di Venezia sulla partecipazione della Russia alla manifestazione. Bruxelles sostiene che diverse questioni sollevate nelle precedenti comunicazioni restino irrisolte e ha concesso 30 giorni per rispondere

La Commissione europea ha inviato una terza lettera alla Fondazione Biennale di Venezia, in programma fino al 22 novembre, chiedendo ulteriori chiarimenti sulla partecipazione della Russia alla manifestazione.

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A pochi giorni dall'inaugurazione della 61ª Esposizione Internazionale d'Arte, avvenuta il 9 maggio, la Commissione aveva già inviato una seconda lettera. A renderlo noto era stata Henna Virkkunen, commissaria europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, intervenendo a Bruxelles.

Alla comunicazione aveva fatto seguito la risposta dell'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov. "È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la Direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell'Ue", aveva dichiarato.

Secondo fonti UE, nella lettera la Commissione torna a sollevare le questioni già affrontate nelle due precedenti comunicazioni e chiede alla Fondazione risposte più dettagliate sui punti ancora irrisolti.

Cosa aveva scritto l'UE nella seconda lettera alla Biennale

Nella seconda lettera, Henna Virkkunen, commissaria europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, aveva ribadito che l'Unione europea "condannava fermamente" la decisione della Biennale di riammettere gli artisti russi.

Virkkunen aveva anche avvertito che la Commissione non avrebbe esitato "a sospendere o revocare" il finanziamento europeo da 2 milioni di euro destinato alla manifestazione per il periodo 2025-2028, ricordando che si trattava di fondi provenienti dai contribuenti europei.

Nel dettaglio, Bruxelles contestava una possibile violazione dell'articolo 5n del regolamento,“la fornitura di determinati servizi” al governo russo, e l’articolo 5t in base al quale “è vietato accettare donazioni, benefici economici o sostegno, compresi finanziamenti e assistenza finanziaria, direttamente o indirettamente” dal Cremlino.

La risposta della Biennale

La Biennale aveva risposto che avrebbe presentato le proprie controdeduzioni nei tempi previsti, ribadendo di aver rispettato tutte le norme nazionali e internazionali e di aver fornito chiarimenti anche agli ispettori del ministero della Cultura.

L'ente aveva inoltre sottolineato di non avere alcuna autorità per imporre ulteriori sanzioni alla Russia. La curatrice del Padiglione russo, Anastasia Karneeva, aveva infine ringraziato la Biennale per aver sostenuto la partecipazione di tutti i Paesi, affermando che l'arte doveva rimanere indipendente.

Bruxelles afferma che diverse questioni sollevate nelle precedenti comunicazioni restano irrisolte e ha concesso alla Fondazione 30 giorni per rispondere.

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