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Corte australiana multa X di Musk per quasi 400 mila euro per dati negati al garante online

La commissaria eSafety Julie Inman Grant sorride mentre parla con l’ex premier Julia Gillard a una conferenza a Melbourne, Australia, il 28 aprile 2026
La commissaria australiana per la sicurezza online Julie Inman Grant sorride mentre parla con l’ex premier Julia Gillard durante una conferenza a Melbourne, il 28 aprile 2026. Diritti d'autore  Joel Carrett/AAP Image via AP
Diritti d'autore Joel Carrett/AAP Image via AP
Di Malek Fouda
Pubblicato il
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La prima contestazione è stata inviata dalle autorità australiane a Twitter poco prima che Elon Musk rilevasse la società e la rinominasse X. I legali del social sostengono che la multa non sia giustificata, perché la violazione è avvenuta in piena transizione

Un giudice australiano ha inflitto giovedì a X Corp., la società creata da Elon Musk proprietaria della piattaforma social X, una multa di 650 mila dollari australiani (398 mila euro) per non aver fornito nel 2023 informazioni a un’autorità di vigilanza sulla sicurezza online riguardo alle modalità con cui affronta i contenuti di sfruttamento sessuale di minori.

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Il giudice della Corte federale Michael Wheelahan ha inoltre ordinato al colosso dei social media con sede in Texas di pagare 100 mila dollari australiani delle spese legali della commissaria e‑Safety Julie Inman Grant entro 45 giorni.

Una lunga trafila giudiziaria

La decisione mette fine a una battaglia giudiziaria durata tre anni in cui X aveva sostenuto di non essere tenuta a rispondere alle domande di e‑Safety.

X ha ammesso di aver violato l’Online Safety Act australiano non fornendo un rapporto che rispondesse in modo completo alle domande poste da e‑Safety in un avviso di trasparenza emesso il 22 febbraio 2023. Lo ha dichiarato in aula il legale dell’agenzia, Christopher Tran.

X era legalmente obbligata a fornire le risposte entro il 29 marzo di quell’anno. L’avvocato della società statunitense, Perry Herzfeld, ha detto al giudice che e‑Safety non sostiene che il comportamento in violazione della legge sia proseguito dopo il 5 maggio 2023.

"Quello è stato un periodo di cambiamenti e di transizione per la società", ha affermato Herzfeld, riferendosi all’acquisizione da parte di Elon Musk.

Il preavviso era stato inviato a Twitter Inc., che si è fusa con X nel marzo 2023. Tran ha spiegato che sia X sia e‑Safety ritengono adeguata l’entità della sanzione. "È appropriata perché X Corp. è ovviamente una grande azienda e serve una cifra consistente per evitare che una violazione venga considerata solo un costo dell’attività d’impresa", ha affermato Tran.

Nel luglio dello scorso anno la Corte federale ha stabilito che X era tenuta a rispondere all’avviso di trasparenza di e‑Safety. Quella sentenza confermava una decisione di un giudice emessa nell’ottobre 2024.

Inman Grant, ex dipendente di Twitter, ha dichiarato che una trasparenza sostanziale è fondamentale per chiamare le aziende tecnologiche alle proprie responsabilità e creare un clima di maggiore protezione negli spazi online.

"All’inizio del 2023 abbiamo chiesto ad alcune delle maggiori aziende tecnologiche al mondo, tra cui Twitter, di riferire sulle misure adottate per rispettare le Basic online safety expectations australiane in relazione alla proliferazione di materiali di sfruttamento e abuso sessuale di minori sulle loro piattaforme", ha spiegato Grant in una nota.

"Questo non è solo un elemento chiave del nostro lavoro come autorità australiana per la sicurezza online, ma fornisce anche al pubblico australiano informazioni importanti su come queste aziende affrontano i contenuti peggiori in assoluto presenti sulle loro piattaforme", ha aggiunto.

X non ha commentato immediatamente la decisione del tribunale, ma fonti a conoscenza del dossier hanno indicato che la società è disposta a pagare la multa e a porre fine a un contenzioso che durava da anni.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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