Frizioni tra Armenia e Bielorussia dopo le dichiarazioni del presidente del Parlamento armeno Simonyan: Minsk convoca il diplomatico Sargsyan e parla di “azioni ostili”
Si acuiscono le tensioni diplomatiche tra Armenia e Bielorussia dopo la convocazione dell’incaricato d’affari armeno a Minsk, Artur Sargsyan, presso il ministero degli Esteri bielorusso. Al diplomatico è stata consegnata una nota ufficiale di protesta in merito a quelle che Minsk ha definito “azioni ostili” da parte armena.
Alla base dell’incidente vi sono le dichiarazioni rilasciate il 2 maggio dal presidente del Parlamento armeno, Alen Simonyan. Intervenendo in televisione, Simonyan ha accusato la Russia di voler portare avanti una “operazione politica per cambiare il potere” in Armenia, aggiungendo che il Paese “non sarà governato come la Bielorussia” e “non diventerà una provincia”.
Il politico armeno ha successivamente chiarito di aver citato la Bielorussia come esempio di un modello di governance differente rispetto al percorso democratico intrapreso da Erevan. Tuttavia, le sue parole hanno provocato una dura reazione da parte delle autorità bielorusse.
Il portavoce del ministero degli Esteri bielorusso, Ruslan Varankov, ha definito le dichiarazioni di Simonyan come “populismo elettorale” e un tentativo di distrarre l’opinione pubblica armena dai problemi interni più gravi. Allo stesso tempo, Varankov ha sottolineato che Minsk “separa chiaramente il fraterno popolo armeno dai suoi miopi rappresentanti del potere”.
Nel suo intervento, il portavoce ha ribadito la posizione della Bielorussia come “Stato sovrano”, libero di determinare autonomamente il proprio rapporto di alleanza con Mosca. “Siamo orgogliosi di questa cooperazione e non permetteremo a nessuno di darci istruzioni”, ha dichiarato.
Le tensioni tra i due Paesi non sono nuove. Negli ultimi anni, Erevan ha più volte criticato le dichiarazioni del presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, che ha espresso posizioni fortemente critiche nei confronti della leadership armena. In particolare, Lukashenko ha messo in dubbio la capacità dell’Armenia di garantire la propria sicurezza e ha sostenuto apertamente la posizione dell’Azerbaigian durante e dopo la guerra dei 44 giorni nel Nagorno-Karabakh.
Secondo Erevan, tali prese di posizione risultano incompatibili con lo spirito di alleanza all’interno della Csto (Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva).
Commentando la nota di protesta ricevuta, Simonyan ha ribadito la linea del governo armeno, sottolineando che le scelte politiche del Paese spettano esclusivamente al popolo armeno. “Abbiamo scelto un percorso democratico: i diritti umani e le libertà sono per noi valori fondamentali”, ha dichiarato. “La Bielorussia ha un modello diverso, non come quello dell'Armenia.