I legislatori hanno superato il veto del presidente Lula e approvato un disegno di legge che riduce la reclusione di 27 anni inflitta all'ex presidente, Jair Bolsonaro, condannato per il colpo di Stato organizzato dopo la sconfitta alle elezioni del 2022. La nuova pena deve essere ancora ricalcolata
Il Congresso brasiliano ha votato giovedì per scavalcare il veto presidenziale e adottare un disegno di legge per ridurre la pena detentiva di 27 anni dell'ex presidente Jair Bolsonaro per avere progettato un colpo di Stato nel 2023.
L'opposizione conservatrice ha convinto senatori e deputati federali centristi ottenendo la maggioranza necessaria per superare il veto posto dal presidente Lula Da Silva, come si riteneva possibile già alla vigilia.
"Questo è un primo passo", ha dichiarato il senatore Espiridião Amin, un alleato di Bolsonaro, "la prossima tappa sarà la piena amnistia".
Il disegno di legge che i legislatori hanno approvato lo scorso anno riduce le pene detentive per diversi reati, tra cui quelli di attentato allo Stato di diritto democratico e di avere capeggiato un colpo di Stato specie se un imputato è condannato per entrambi i reati.
Una nuova legge prevede, infatti, che la sentenza si basi solo sul capo d'accusa che comporta la pena più alta.
Prima del voto, il presidente del Senato brasiliano, Davi Alcolumbre, ha dichiarato che solo i casi simili a quelli che hanno portato alla condanna di Bolsonaro, dei suoi alleati e dei suoi sostenitori nel processo per tentato colpo di Stato sarebbero stati ammissibili per lo sconto di pena, anche se gli esperti legali indicano che questa eventualità potrebbe essere messa in discussione davanti a un tribunale.
Pedro Uczai, capogruppo del Partito dei Lavoratori (quello del presidente) alla Camera bassa brasiliana, ha dichiarato che si appellerà alla Corte Suprema per annullare la legislazione, sostenendo che è incostituzionale. Il tribunale non ha ancora ricevuto il suo ricorso.
Non è chiaro tuttavia a quanto ammonterà ora la reclusione di Bolsonaro, che è agli arresti domiciliari da novembre, quando ha iniziato a scontare la pena inflittagli.
Un "giorno di infamia" dicono gli alleati di Lula
Gli alleati dell'ex presidente nel Congresso brasiliano hanno detto che la mossa non giova solo a Bolsonaro, ma anche ai suoi sostenitori che sono stati condannati per avere distrutto edifici governativi nella capitale Brasilia l'8 gennaio 2023, in una rivolta che ha rispecchiato l'assalto al Campidoglio degli Stati Uniti due anni prima.
Il voto consegna al presidente Lula da Silva un'altra significativa sconfitta al Congresso, pochi mesi prima che il presidente in carica lanci la sua candidatura per un quarto mandato non consecutivo.
Mercoledì sera il Senato federale brasiliano ha respinto il candidato che il presidente aveva indicato per la Corte Suprema, una mossa senza precedenti in 132 anni.
"Vogliono rilasciare Bolsonaro, i suoi generali incarcerati e fermare le indagini della polizia federale che li coinvolgono", ha dichiarato Lindberg Farias, un legislatore e alleato di Lula, "questo è un giorno di infamia".
Diversi legislatori, che hanno votato giovedì, hanno parlato sul podio delle prossime elezioni di ottobre, tra cui il senatore Flávio Bolsonaro - figlio di Jair Bolsonaro - che si candida a sfidare Lula per la presidenza.
"Se è la volontà di Dio, governerò questo Paese", ha detto Flávio Bolsonaro. "Vi abbraccerò e mi prenderò cura di voi, indipendentemente dalla vostra visione politica".
Lula ha battuto Bolsonaro con margini molto stretti nelle elezioni dell'ottobre 2022, ottenendo il 50,9 per cento dei voti contro il 49,1 di Bolsonaro.