La visita in occasione del 250 anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti arriva in un momento di tensione nelle relazioni tra Regno Unito e Stati Uniti. Nelle ultime settimane, Trump ha ripetutamente attaccato il premier britannico Keir Starmer per le sue posizioni sulla guerra in Iran
Re Carlo III e la regina Camilla sono stati accolti da Donald Trump alla Casa Bianca lunedì in un momento di tensione tra Usa e Regno Unito, in particolar modo a causa delle divergenze politiche circa guerra in Iran.
I reali britannici resteranno in Usa quattro giorni per una visita di Stato in occasione del 250esimo anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti.
Trump e la First lady Melania hanno invitato Carlo e Camilla a bere un tè nella Green Room prima di una visita al parco sud, dove la settimana scorsaMelania ha installato nuovo alveare a forma di Casa Bianca, un'attrazione per i reali che ha entrambi un forte interesse per l'apicoltura.
Re Carlo possiede almeno tre alveari nella sua residenza privata in Inghilterra, a testimonianza del suo impegno per l'ambiente e la sostenibilità. Dopo la visita alla Casa Bianca, Carlo e Camilla hanno partecipato a un ricevimento in giardino presso l'Ambasciata britannica.
La visita dei reali britannici avviene due secoli e mezzo dopo la dichiarazione di indipendenza delle colonie americane dalla Gran Bretagna sotto re Giorgio III.
Carlo ha visitato gli Stati Uniti 19 volte, ma questa è la sua prima visita di Stato nel Paese da quando è diventato re nel 2022. Sua madre, la regina Elisabetta II, ha effettuato quattro visite di Stato negli Usa
La visita si inserisce in quella che alcuni analisti hanno descritto come una "tensione senza precedenti" nelle relazioni speciali tra i due Paesi, a seguito delle ripetute critiche di Trump al Primo ministro britannico Keir Starmer su questioni come la guerra con l'Iran.
Elogi e attacchi
Nelle ultime settimane, Trump ha attaccato duramente Starmer per la sua riluttanza a partecipare agli attacchi militari statunitensi contro l'Iran, definendolo "non Winston Churchill", il premier della Seconda guerra mondiale che coniò l'espressione "relazione speciale" per descrivere il legame tra Regno Unito e Stati Uniti.
Le dure dichiarazioni di Trump si inseriscono in una più ampia spaccatura tra lui e gli alleati della Nato, che ha definito "codardi" e "inutili" per non aver partecipato all'azione contro l'Iran.
La scorsa settimana, una email del Pentagono trapelata ha suggerito che gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare il sostegno alla sovranità del Regno Unito sulle Isole Falkland, nell'Atlantico meridionale.
La Gran Bretagna e l'Argentina hanno combattuto nel 1982 per il controllo di queste isole, note anche come Isole Malvinas.
Pur continuando a criticare Starmer, Trump ha elogiato a più riprese re Carlo. A settembre, i Trump sono stati ospitati per una seconda visita di Stato nel Regno Unito, un evento senza precedenti, caratterizzato da sfarzo e solennità.
"Il Presidente Trump ha sempre nutrito grande rispetto per re Carlo e il loro rapporto si è ulteriormente rafforzato in seguito alla storica visita del Presidente nel Regno Unito lo scorso anno", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly
Le ombre scure del fratello Andrea
Mentre la guerra con l'Iran aumenta la posta in gioco per la visita del monarca britannico, rimane un altro problema: gli Epstein Files.
A pesare sulla visita di re Carlo è l'ombra del fratello minore, Andrea Mountbatten-Windsor, privato del titolo reale, allontanato dalla vita pubblica e sottoposto a un'indagine di polizia per la sua amicizia con Jeffrey Epstein.
Andrea ha negato di aver commesso crimini, ma le vittime di Epstein hanno esortato il re a incontrarle, insieme ad altri sopravvissuti ad abusi sessuali.
Il re e la regina parteciperanno a una cena di Stato ufficiale alla Casa Bianca martedì e visiteranno anche il memoriale dell'11 settembre a New York, prima di partecipare a una festa di quartiere in Virginia.
Quasi tre secoli dopo l'indipendenza, i reali continuano a essere simbolo di soft power, utilizzati dai governi per agevolare le relazioni internazionali e inviare messaggi su ciò che il Regno Unito considera importante.
Un momento chiave sarà il discorso del re al Congresso degli Stati Uniti di martedì. È la seconda volta, dopo la regina Elisabetta II nel 1991, che un monarca britannico si rivolge a una seduta congiunta di entrambe le camere.