Taylor Swift ha avviato la registrazione del marchio sulla propria voce e immagine, apparentemente per protestare contro gli abusi dell’IA. La decisione segue una mossa legale analoga dell’attore Matthew McConaughey all’inizio dell’anno.
«Look what you made her do...»
Taylor Swift ha presentato domanda per registrare come marchio la propria voce e immagine, in quella che sembra essere un tentativo di proteggersi dalle imitazioni generate dall'intelligenza artificiale.
La superstar del pop ha depositato tre domande di marchio negli Stati Uniti. Una si basa su una foto che la ritrae sul palco durante il suo Eras Tour; le altre due su clip audio in cui si presenta mentre promuove il suo ultimo album, «The Life Of A Showgirl**»**.
Questa è l'immagine visiva tutelata da Swift:
"Registrando espressioni specifiche legate alla sua voce, Swift potrebbe potenzialmente contestare non solo le riproduzioni identiche, ma anche le imitazioni 'confondibilmente simili', uno standard chiave nel diritto dei marchi", ha scritto l'avvocato specializzato in marchi Josh Gerben, che per primo ha pubblicato i dettagli delle domande sul suo blog (fonte in inglese).
Secondo Gerben, le domande potrebbero offrire a Swift "un ulteriore livello di protezione".
"In teoria, se venisse intentata una causa per l'uso da parte di un'IA della voce di Swift, lei potrebbe sostenere che qualsiasi utilizzo della sua voce che suoni come il marchio registrato viola i suoi diritti di marchio".
Aggiunge inoltre: "Lo stesso vale per il deposito relativo all'immagine. Se qualcuno crea una versione di Taylor generata dall'IA con una tuta e una chitarra, o qualcosa di molto simile, Swift può ora avanzare una rivendicazione di marchio a livello federale".
Questa mossa arriva dopo che online sono circolate diverse versioni generate dall'IA di Swift, dalle immagini a contenuto sessuale esplicito a uno spot elettorale manipolato in cui la celebre cantante sembrava appoggiare Donald Trump.
La decisione arriva anche dopo che l'attore premio Oscar Matthew McConaughey è diventato la prima celebrità di Hollywood a usare le norme sui marchi come protezione contro l'IA. All'inizio di quest'anno ha raccontato al Wall Street Journal di avere registrato come marchio la propria voce e la propria immagine per difendersi dalle copie generate dall'intelligenza artificiale.