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Meloni nel Golfo: sintonia su gas e difesa con Qatar, Emirati e Arabia Saudita, critiche da sinistra

La premier Giorgia Meloni a colloquio con il principe ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al Saud
La premier Giorgia Meloni a colloquio con il principe ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al Saud Diritti d'autore  Governo italiano - immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT
Diritti d'autore Governo italiano - immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Conclusa la missione diplomatica della premier italiana nel Golfo Persico. Al centro dei colloqui con Qatar, Emirati e Arabia Saudita il ripristino delle forniture energetiche e la sicurezza a Hormuz. L'Italia offre supporto tecnico per le infrastrutture colpite e la difesa dai raid dell'Iran

Giorgia Meloni ha completato sabato la sua due giorni nel Golfo Persico, con le tappe in Qatar ed Emirati Arabi Uniti, dopo quella di venerdì in Arabia Saudita, per consultazioni sulla sicurezza dell'area e sugli approvvigionamenti energetici dalla regione, bloccati dalla parziale chiusura dello Stretto di Hormuz.

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La presidente del Consiglio è stata ricevuta a Doha dall'Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al-Thani, si legge in una nota di Palazzo Chigi, con cui ha discusso degli sforzi diplomatici in corso per terminare la guerra in Medio Oriente. L'Italia, come altri Paesi ha subito di recente un taglio delle forniture di gas a causa dei danni subiti dall'Emirato durante attacchi iraniani.

In questo senso Meloni ha offerto la disponibilità dell'Italia per la riabilitazione delle infrastrutture energetiche locali ed esortato a una cooperazione urgente per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Tra gli altri temi toccati negli incontri: investimenti congiunti per la sicurezza e la difesa, in infrastrutture critiche e nella gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee.

Ultima tappa del tour a sorpresa nel Golfo negli Emirati Arabi Uniti, dove Meloni ha espresso al presidente Mohamed bin Zayed Al-Nahyan la "forte vicinanza dell'Italia a una nazione amica, vittima di continui attacchi dell'Iran" e gratitudine "per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani presenti negli Emirati all'inizio del conflitto".

I due leader hanno discusso la stessa agenda portata in Qatar e in Arabia Saudita. Venerdì il principe ereditario saudita, Mohammed Bin Salman, ha discusso con la premier dell'assistenza militare difensiva fornita dall'Italia e delle prospettive del conflitto che coinvolge l'Iran e sugli sforzi in corso per una soluzione diplomatica.

L'incontro a Gedda ha anche permesso di discutere di come assicurare gli approvvigionamenti energetici e ridurre l'impatto della crisi su imprese e cittadini.

Quella di Meloni è stata la prima visita nella regione da parte di un leader di Ue, G20 e Nato dall'inizio della guerra, lo scorso 28 febbraio. Una scelta forte, voluta dalla premier italiana e tenuta riservata fino all'ultimo per ragioni di sicurezza, dati i bombardamenti dell'Iran che continuano anche in queste ore.

In Italia la missione è stata criticata da Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra mentre il leader di Italia Viva ed ex primo ministro, Matteo Renzi, ha parlato di "scelta politicamente intelligente", anche se "ci attendono mesi difficili".

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