In occasione dell'anniversario del golpe militare, il governo argentino ha diffuso un video istituzionale che mette in discussione le politiche della memoria e parla di "storia completa", nel bel mezzo delle marce per la memoria, la verità e la giustizia.
Il governo del presidente argentino Javier Milei ha diffuso martedì un video istituzionale in occasione del 50° anniversario del colpo di Stato del 1976 che diede inizio alla dittatura militare.
Il video, pubblicato sui canali ufficiali dell'Esecutivo, solleva la necessità di rivisitare quanto accaduto in quegli anni e mette in discussione le politiche della memoria promosse dal 2003, ritenendo che offrano una "visione distorta" del passato.
Intitolato "Le vittime che volevano nascondere", il video sostiene che la narrazione dominante ha lasciato fuori migliaia di persone colpite dalla violenza politica degli anni Settanta. Secondo il messaggio ufficiale, "migliaia di vittime delle azioni di gruppi statali, para-statali e guerriglieri-terroristi sono state ignorate, emarginate e messe a tacere", e quindi insiste sull'idea di una "memoria completa".
La registrazione, della durata di oltre un'ora, comprende due testimonianze, presentate come esempi di storie che non avrebbero avuto spazio nelle narrazioni ufficiali negli anni successivi alla dittatura. In entrambi i casi, il messaggio si concentra sulla necessità di "raccontare la vera storia" e di promuovere una prospettiva che, secondo i protagonisti, permetterebbe di progredire verso la riconciliazione nazionale.
Il governo accusa il kirchnerismo (il movimento politico di due ex presidenti e coniugi, Néstor Kirchner e Cristina Fernández de Kirchner che hanno governato in totale per oltre un decennio) di avere utilizzato le risorse pubbliche per "imporre una narrazione" sul recente passato a fini politici.
Il video sottolinea che l'obiettivo di questo nuovo approccio è offrire alla società tutti gli elementi necessari per comprendere il contesto di violenza prima e dopo il colpo di Stato militare.
L'uscita del materiale coincide con una giornata di forte mobilitazione sociale in Argentina. Il 24 marzo, migliaia di persone partecipano a marce in tutto il Paese con lo slogan "memoria, verità e giustizia", per ripudiare i crimini contro l'umanità commessi dalla dittatura tra il 1976 e il 1983.
A Buenos Aires, la manifestazione principale si svolge in Plaza de Mayo, davanti alla Casa Rosada, dove organizzazioni per i diritti umani come le Nonne di Plaza de Mayo e altri gruppi rinnovano le loro richieste per le 30mila persone scomparse durante il regime militare.