Kaja Kallas avverte che un esercito europeo separato dalla Nato sarebbe "estremamente pericoloso". Difesa europea rafforzata e cooperazione con la Nato restano priorità
Il capo della politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha messo in guardia contro l’ipotesi di creare un esercito europeo separato, definendo l’idea "estremamente pericolosa". Le sue osservazioni sono state rese durante una conferenza sulla sicurezza in Norvegia, nel contesto del dibattito sulle future capacità di difesa del blocco.
Secondo Kallas, la priorità in ogni crisi militare deve essere il mantenimento di una catena di comando chiara. "A livello europeo, i ministri della Giustizia si riuniscono continuamente e pensano già a livello europeo, mentre i ministri della Difesa restano nazionali: bilanci nazionali, decisioni nazionali", ha spiegato.
"Naturalmente la competenza resta degli Stati membri, ma se agiamo insieme possiamo coprire un’area più vasta, come nella difesa aerea. Lavorare insieme è costoso, perciò stiamo sviluppando nove aree di capacità in collaborazione con la Nato".
Kallas ha sottolineato che creare un esercito europeo distinto da quello della Nato rischierebbe di generare confusione durante le crisi. "Se fai già parte della Nato, non puoi avere un esercito separato. La cosa più importante in una crisi è la catena di comando: chi dà ordini a chi. Se ci sono due eserciti paralleli, la palla cade tra le sedie, ed è estremamente pericoloso". Ha aggiunto che rafforzare la difesa europea significa farlo in modo complementare alla Nato, senza escluderla.
La Norvegia "in prima linea"
Prima dell’intervento di Kallas, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha ricordato il ruolo strategico della Norvegia come prima linea della Nato contro le forze nucleari russe, respingendo le critiche secondo cui gli alleati europei non contribuiscono in modo significativo alla difesa comune.
Ha anche annunciato che nelle prossime settimane si terranno esercitazioni militari con 25.000 truppe nel nord della Norvegia e Finlandia, tra cui contingenti francesi e statunitensi di diverse migliaia di uomini ciascuno.
Le dichiarazioni arrivano in un momento di tensioni all’interno della Nato, alimentate dalle critiche del presidente Donald Trump agli alleati europei e dalle questioni legate alla Groenlandia. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha recentemente affermato che l’Europa non potrebbe difendersi senza il sostegno degli Stati Uniti.
Kallas ha però respinto l’idea di una frattura tra Ue e Nato, sottolineando il rafforzamento della cooperazione: "23 Stati membri dell’Ue fanno parte della Nato, quindi lavoriamo mano nella mano con l’Alleanza. La difesa europea è complementare, non alternativa". Riconoscendo che resta ancora del lavoro da fare per garantire una maggiore autonomia europea, ha precisato: "Stiamo investendo nelle capacità di difesa europee, affinché la sicurezza diventi sempre più una responsabilità condivisa e meno solo nazionale".