Il governo francese ha autorizzato la vendita di LMB Aerospace, azienda strategica per Rafale e sottomarini nucleari, al gruppo americano Loar. La decisione accende il dibattito su difesa, riarmo e controllo delle tecnologie sensibili
La Francia si interroga sulla propria sovranità industriale nel settore della difesa dopo che il governo ha ufficializzato la vendita di LMB Aerospace, azienda strategica dell’aeronautica e della cantieristica militare, al gruppo statunitense Loar Group. L’operazione arriva in un momento segnato da forti tensioni geopolitiche e dal riarmo europeo, alimentando un dibattito politico che attraversa l’intero arco parlamentare.
LMB Aerospace ha sede a Malemort-sur-Corrèze, nel sud-ovest della Francia, ed è specializzata nella produzione di ventole e sistemi di raffreddamento ad alta tecnologia, componenti poco visibili ma fondamentali per il funzionamento di piattaforme militari e civili. I suoi prodotti sono utilizzati su alcuni dei programmi più sensibili della difesa francese, tra cui il caccia Rafale, i sottomarini nucleari lanciamissili, gli elicotteri d’attacco Tigre, il carro armato Leclerc e la portaerei Charles de Gaulle.
Si tratta di elementi essenziali per garantire il raffreddamento e la sicurezza dei motori e dei sistemi elettronici, senza i quali mezzi navali e aerei non potrebbero operare in condizioni estreme. Proprio per questo LMB è considerata parte della catena industriale strategica della difesa nazionale.
L’acquirente, Loar Group, è una società americana specializzata in componentistica aerospaziale e militare, che negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza internazionale attraverso acquisizioni mirate. La decisione di autorizzare la vendita ha suscitato immediate reazioni politiche in Francia.
All’estrema destra, Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha parlato di una “grande svendita”, sottolineando come il riarmo del Paese richieda invece un rafforzamento del controllo nazionale sulle industrie strategiche. Anche Dominique de Villepin, ex primo ministro, ha criticato duramente l’operazione, ironizzando sui criteri di sovranità adottati dall’esecutivo.
Le stesse preoccupazioni sono emerse a sinistra. La deputata di La France Insoumise, Aurélie Trouvé, ha definito la vendita “suicida”, denunciando il rischio di trasferire negli Stati Uniti tecnologie chiave per la difesa francese, proprio mentre l’Europa discute di autonomia strategica.
Di fronte alle polemiche, il ministro dell’Economia Roland Lescure ha difeso l’accordo in un’intervista televisiva, sostenendo che LMB Aerospace resterà un’eccellenza industriale radicata in Francia. Secondo il ministro, l’azienda continuerà a produrre sul territorio nazionale, mantenendo i suoi circa 70 dipendenti e un fatturato di circa 50 milioni di euro, con una forte vocazione all’export.
Il governo ha inoltre precisato che lo Stato conserverà strumenti di controllo sull’azienda. Attraverso una golden share, Parigi manterrà un diritto di veto su eventuali decisioni strategiche, con condizioni definite come “estremamente severe” per garantire la continuità della produzione e la tutela delle attività sensibili.
Resta però aperta la questione di fondo: se, in un contesto di crescente competizione geopolitica e di rafforzamento delle capacità militari, la cessione di un fornitore chiave della difesa a un gruppo straniero rappresenti una scelta pragmatica o un indebolimento strutturale della sovranità industriale francese. Un interrogativo che va oltre i confini nazionali e tocca il cuore del dibattito europeo sulla difesa comune e sull’autonomia strategica.