Gaza: si dimette il primo ministro dell'Anp, "intesa" sui punti principali per un cessate il fuoco

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu
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Di Michela Morsa
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Il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan esprime cauto ottimismo sui progressi nei colloqui tra Israele e Hamas mediati da Usa, Egitto e Qatar. Un accordo con Hamas ritarderà ma non fermerà l'offensiva su Rafah, dice comunque il primo ministro israeliano

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Il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese Mohammad Shtayyeh ha rassegnato le sue dimissioni al presidente Mahmoud Abbas. Lo ha fatto lunedì mattina all'apertura di una riunione di governo a Ramallah, in Cisgiordania. Shtayyeh, che era al governo dal 2019, ha dichiarato di volersi dimettere per consentire la formazione di un ampio consenso tra i palestinesi sugli accordi politici post guerra

La mossa giunge tra le crescenti pressioni degli Stati Uniti su Abbas affinché dia una scossa all'Anp, fortemente screditata agli occhi dei palestinesi, che la considerano corrotta e troppo accondiscendente con Israele, ma vista dalla comunità internazionale come l'unico interlocutore possibile per giungere a una risoluzione del conflitto. 

Si respira cauto ottimismo sui negoziati per il cessate il fuoco

I negoziatori di Stati Uniti, Egitto, Qatar e Israele avrebbero raggiunto un'"intesa" sui punti fondamentali di un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza durante i colloqui in corso nel weekend a Parigi. Lo ha dichiarato domenica il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan: secondo il funzionario statunitense si respira un cauto ottimismo, seppur siano necessari ulteriori negoziati con Hamas, che saranno portati avanti dal Qatar e dall'Egitto. 

Fonti della sicurezza egiziana hanno dichiarato a Reuters che questa settimana il Qatar ospiterà i colloqui di mediazione tra Hamas e Israele per finalizzare un accordo di tregua. I rappresentanti di entrambe le parti si recheranno poi al Cairo per ulteriori colloqui volti a raggiungere un accordo sui tempi e sui meccanismi di esecuzione. 

La bozza di accordo per il cessate il fuoco prevederebbe il rilascio di un massimo di quaranta ostaggi tra donne e anziani in cambio di un massimo di trecento prigionieri palestinesi, soprattutto donne, minori e anziani. Allo scambio di prigionieri si aggiungerebbe una pausa di sei settimane nei combattimenti e il permesso a centinaia di camion di portare ogni giorno gli aiuti umanitari nella Striscia, disperatamente necessari. 

Benjamin Netanyahu non indietreggia sull'offensiva su Rafah

Domenica il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato alla Cbs che un accordo è in corso senza fornire dettagli, ma ha mantenuto il punto sull'offensiva su Rafah, la città più meridionale della Striscia dove si rifugiano quasi un milione e mezzo di palestinesi. Il leader israeliano ha ribadito che un accordo con Hamas che preveda la liberazione degli ostaggi non fermerà l'avanzata militare, al massimo la ritarderà

Netanyahu ha detto che questa settimana riunirà il Gabinetto di guerra per approvare i piani operativi dell'espansione delle operazioni militari sull'ultimo lembo di terra di Gaza non ancora assediato dall'esercito israeliano. Sul tavolo anche i piani di evacuazione dei civili dalla zona e un piano per consegnare in sicurezza gli aiuti umanitari, che hanno proprio in Rafah il loro principale punto di ingresso. 

"Una volta iniziata l'operazione di Rafah, la fase intensa dei combattimenti sarà completata in poche settimane. Non mesi", ha dichiarato Netanyahu alla Cbs, insinuando che quattro dei sei battaglioni di Hamas rimasti sono concentrati a Rafah.

Gli Stati Uniti e altri alleati dicono continuano a chiedere a Israele di evitare l'offensiva su Rafah, per scongiurare altre vittime civili e una catastrofe umanitaria. Sullivan ha dichiarato alla Nbc che il presidente Usa Joe Biden non è stato informato del piano operativo per Rafah. "Riteniamo che questa operazione non debba andare avanti fino a quando o a meno che non vedremo (un piano per proteggere i civili)", ha detto Sullivan.

La gente è sempre più affamata: si mangia l'erba e il foraggio animale

L'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha dichiarato domenica che la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è "catastrofica", con la gente stipata in rifugi "gravemente sovraffollati" dove si diffondono le malattie e scarseggia l'acqua potabile. 

L'Agenzia è costretta a "sforzare ogni dollaro" e a destreggiarsi con le proprie finanze per continuare il lavoro di assistenza umanitaria a Gaza dopo che 18 Paesi donatori hanno sospeso i finanziamenti. L'organizzazione sta affrontando un deficit di 450 milioni di dollari ed è stata costretta a sospendere le consegne di aiuti nel nord della Striscia, dove le centinaia di migliaia di persone rimaste rischiano di morire di fame. L'ultima volta che l'Unrwa è stata in grado di consegnare cibo nell'area è stata il 23 gennaio

La popolazione è disperata. Folle di persone circondano e assaltano i pochi camion di aiuti umanitari per accaparrarsi qualsiasi cosa, molti sono costretti a sfamarsi con foraggio animale ed erbacce, c'è chi cerca cibo negli edifici demoliti dalle bombe israeliane. Il principale alimento è diventato un'erbaccia nota come malva comune, una pianta a foglia con proprietà medicinali che cresce spontaneamente in condizioni di terreno duro e secco.

"Dobbiamo nutrire i bambini. Continuano a gridare di voler mangiare. Non riusciamo a trovare cibo. Non sappiamo cosa fare", dice una venditrice al mercato di Jabalia, a nord di Gaza City.

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