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Iran-Israele, missile contro base del Mossad in Iraq

Conseguenze dell'attacco iraniano su Erbil, in Iraq (15 gennaio 2024)
Conseguenze dell'attacco iraniano su Erbil, in Iraq (15 gennaio 2024) Diritti d'autore AP/Rudaw TV
Diritti d'autore AP/Rudaw TV
Di Gabriele Barbati
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Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno rivendicato l'attacco a Erbil come una vendetta per l'omicidio mirato di suoi membri a fine dicembre. Nessun commento di Israele. Dall'Iran altri missili contro obiettivi dell'Isis in Siria per gli attentati rivendicati a Kerman il 3 gennaio

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Missili balistici iraniani hanno colpito lunedì a Erbil, nel nord dell'Iraq, una struttura ritenuta una base operativa del servizio segreto estero di Israele, il Mossad, in un momento in cui le tensioni in Medioriente sono già altissime.

Quattro civili sono rimasti uccisi e sei feriti nell'impatto, nei pressi del consolato degli Stati Uniti. Tra le vittime ci sono un ricco uomo d'affari curdo, Peshraw Dizayee, e membri della sua famiglia.

L'Iraq ha reagito diplomaticamente richiamando il proprio incaricato d'affari a Teheran.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane lanciano missili balistici nella capitale della regione semiautonoma del Kurdistan, a Erbil in Iraq

I Pasdaran dall'Iran: "Abbiamo colpito per vendetta"

Altri attacchi sono stati diretti contro obiettivi riconducibili alle milizie del sedicente Stato Islamico attive in Siria, per un totale di una decina di missili secondo fonti della sicurezza di Baghdad sentite dall'agenzia Associated Press.

Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno comunicato che gli attacchi sono una "risposta ai recenti crimini commessi contro la Repubblica islamica". 

Si tratta dell'uccisione il mese scorso di un comandante e di altri due membri delle Guardie rivoluzionarie in Siria, definite nel comunicato come**"atrocità del regime sionista" con riferimento a Israele**, che non ha commentato l'accaduto.

Pasdaran hanno dichiarato anche di avere "annientato in Siria gli autori di operazioni terroristiche" in Iran.

Il 3 gennaio, in una doppia esplosione a Kerman rivendicata dall'Isis, sono morte circa ottanta persone che partecipavano a una commemorazione del comandante della Forza Al-Quds, responsabile per le operazioni all'estero delle Guardie rivoluzionarie, Qassem Soleimani, ucciso da un raid statunitense a Baghdad nel 2020. 

Condanno con la massima fermezza i mortali attacchi missilistici iraniani sulla regione del Kurdistan iracheno, che hanno preso di mira i civili in modo sconsiderato e indiscriminato, e gli attacchi dei droni alla base aerea di Erbil

Gli Usa e la Francia condannano i missili iraniani sull'Iraq

Gli Stati Uniti hanno condannato gli attacchi su Erbil, che è il capoluogo della regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno. 

"Sono attacchi sconsiderati e imprecisi che minano la stabilità dell'Iraq" ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Matthew Miller, in linea con la dichiarazione pubblicata su X dall'ambasciatrice Usa in Iraq, Alina Romanowski.

Anche la Francia ha accusato l'Iran di aver violato la sovranità irachena. "Questi atti rappresentano violazioni palesi, inaccettabili e preoccupanti della sovranità dell'Iraq e contribuiscono all'escalation delle tensioni regionali" si legge in unanota del ministero degli Esteri di Parigi.

Quello di lunedì sembra il primo coinvolgimento diretto dell'Iran nel conflitto ormai regionale, scoppiato il 7 ottobre e arrivato a oltre cento giorni. 

Finora erano state soprattutto le milizie sostenute da Teheran a incaricarsi degli attacchi, come rappresaglia verso Israele per la guerra contro Hamas a Gaza. 

Tra queste si contano i gruppi che hanno colpito a più riprese le forze statunitensi in Iraq e in Siria, Hezbollah che spara dal sud del Libano verso Israele, e gli Houthi yemeniti che stanno danneggiando il commercio mondiale in transito nel Mar Rosso.

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