Striscia di Gaza, in 24 ore più di 700 morti sotto le bombe israeliane. L'Idf spinge verso il sud

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Di Michela Morsa
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Il ministero della Sanità di Gaza ha aggiornato il bilancio delle vittime, salito a 15.523. Scene da panico negli ospedali allo stremo, qualcuno sceglie di lasciare le aree di cui l'idf ha ordinato l'evacuazione, ma non sa dove andare

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Sono più di 700 le persone uccise nelle ultime 24 ore dai bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza. Lo ha comunicato il portavoce del governo di Hamas. Il ministero della sanità ha anche aggiornato il bilancio delle vittime, saluti a 15523. I feriti sono più di 40mila. 

Per il terzo giorno consecutivo dalla fine della tregua, l'esercito israeliano ha continuato la sua offensiva prendendo di mira soprattutto il sud della Striscia, proprio dove si sono rifugiati i centinaia di migliaia di palestinesi fuggiti dal nord, ma anche dove Tel Aviv sostiene si nascondano i leader di Hamas. 

Le città di Khan Younis e Rafah sono state pesantemente bombardate e nel tardo pomeriggio di domenica ci sono state conferme che le forze israeliane stanno lanciando operazioni di terra a nord di Khan Younis, dopo aver tagliato la strada che collega la città al Deir Al Balah, nel centro della Striscia. Come temuto dalla popolazione, il portavoce del governo israeliano ha annunciato che gli attacchi "si espanderanno".

Sabato l'Idf ha ordinato di evacuare ai residenti di decine di aree di Khan Younis, esortandoli a spostarsi verso Rafah. Qualcuno ha iniziato a muoversi, ma non sa letteralmente dove andare: le aree indicate dall'esercito sono anch'esse sotto attacco, a nord ci sono le truppe israeliane, a ovest il mare è controllato dalle navi militari israeliane e a sud l’unica via d'uscita, il varco di Rafah con l’Egitto, è chiusa. 

Il capo delle Nazioni unite per i diritti umani ha dichiarato che i palestinesi vengono "spinti sempre più verso un angolo ristretto di quello che è già un territorio molto ristretto".

Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin ha ribadito il diritto di Israele a difendersi, ma ha suggerito che l'uccisione di civili "li spingerebbe nelle braccia del nemico". Un consigliere del primo ministro israeliano ha dichiarato alla Bbc che Israele sta facendo "il massimo sforzo" per evitare di uccidere civili.

Ospedali allo stremo

Gli ospedali nel sud della Striscia di Gaza sono caduti nel caos. James Elder, dell'Unicef, ha definito l'ospedale Al-Nasser di Khan Younis una "zona di guerra" con un "grado di panico" mai visto prima. 

Parlando con la Bbc Elder ha detto che i bombardamenti sono stati "incessanti", con "bombe di grandi dimensioni che cadono costantemente" in diverse zone del sud. Molti bambini, ha raccontato, sono arrivati con "ferite alla testa, con terribili ustioni, con schegge di esplosioni avvenute nell'ultima, credo, mezz'ora".

Già nelle settimane passate, con gli ospedali nel nord della Striscia quasi totalmente fuori uso, le strutture sanitarie del sud avevano subito una forte pressione, accogliendo i feriti più gravi del nord, trasferiti ogni giorno con convogli organizzati dal Comitato internazionale della Croce Rossa.

Ora anche qui iniziano ad aumentare di ora in ora morti e feriti, a esaurirsi le riserve di carburante e medicinali e il personale sanitario è esausto. In ogni caso secondo le Nazioni unite i 12 ospedali rimasti sono solo "parzialmente funzionanti".

Consegna difficile

Servono gli aiuti umanitari, ma le Nazioni unite denunciano come sia diventato difficile effettuare le consegne, proprio a causa dell'aumento dei bombardamenti da parte di Israele. Sono necessari altri punti di attraversamento per fornire aiuti su larga scala. 

Lo stesso appello arriva dalla portavoce della Società della mezzaluna rossa palestinese (Prcs), Nebal Farsakh: "Le forze israeliane hanno separato la regione centrale da Khan Younis e dal resto della Striscia di Gaza meridionale, rendendo più pericolosa la consegna degli aiuti in quelle aree". 

"La nostra sfida più grande nel nord è l'esaurimento del carburante. Anche durante il periodo di tregua, non siamo stati in grado di consegnare il camion di carburante che era stato assegnato ai nostri medici in quell'area. Se continua così, le nostre ambulanze non potranno essere inviate", ha dichiarato Farsakh ad Al Jazeera.

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