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Carne coltivata, l'Italia dice no. Il disegno di legge vieta produzione e distribuzione

L’Italia è il primo Paese in Europa a introdurre il divieto di produzione e commercializzazione
L’Italia è il primo Paese in Europa a introdurre il divieto di produzione e commercializzazione Diritti d'autore J. Scott Applewhite/Copyright 2021 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore J. Scott Applewhite/Copyright 2021 The AP. All rights reserved.
Di Greta Ruffino
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Con il via libera definitivo dell’Aula della Camera, l’Italia è il primo Paese in Europa a introdurre il divieto di produrre e vendere carne coltivata

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L'Italia dice no alla carne coltivata: dopo l’approvazione del disegno di legge al Senato lo scorso 19 luglio, il 16 novembre anche la Camera ha dato il via libera al provvedimento con 159 voti favorevoli, 53 contrari e 34 astensioni.

Divieto di produrre e commercializzare in Italia carne coltivata e altri cibi creati in laboratorio, nello specifico vietata la produzione e l’immissione sul mercato di “alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali”.

L’obiettivo, come spiegato dal ministero dell’Agricoltura, “è quello di assicurare un livello massimo di tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini, oltre a preservare il patrimonio agroalimentare italiano, come insieme di prodotti che assumono una rilevanza strategica per l’interesse nazionale”.

La legge si basa sul principio di precauzione, e vieta anche il meat sounding, ovvero l’uso di denominazioni di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali e prevede sanzioni amministrative e interdittive per chi trasgredisce.

Iniziativa italiana

L'Italia è il primo Paese in Europa a introdurre il divieto di produrre e vendere carne coltivata.Come ha spiegato  il team legale dell’Associazione Luca Coscioni il divieto di importazione viola le norme europee sulla libera circolazione delle merci, uno dei principi fondanti dell’Unione. In più rischia di essere considerato illegittimo, perché si configura come un divieto preventivo, istituito cioè prima ancora che l’Unione europea abbia legiferato a riguardo. Pertanto, se le istituzioni europee dovessero approvare la commercializzazione di carne coltivata nell’Unione, il divieto verrebbe annullato.

Ovviamente notificheremo questa norma in Europa, come è prassi: riteniamo che non ci sia nulla da temere. Ma siamo il Parlamento italiano e normiamo per quanto riguarda il nostro popolo, l’unico soggetto che riconosco cui dare risposte
Francesco Lollobrigida
Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste

Nonostante il testo sia stato votato dalla maggioranza, il Partito democratico si è astenuto, mentre il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato contro il provvedimento.

In occasione del voto finale del Parlamento sul disegno di legge, fuori da Palazzo Chigi c'è stato anche uno scontro fisico e verbale tra il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini e i vertici di +Europa Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova che giovedì mattina avevano organizzato un presidio di protesta.

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