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Netanyahu: "Potrebbe esserci un accordo per liberare gli ostaggi"

Una catena umana di solidarietà per gli ostaggi. (Tel Aviv, 12.11.2023)
Una catena umana di solidarietà per gli ostaggi. (Tel Aviv, 12.11.2023) Diritti d'autore Screenshot
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Di Euronews World
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Secondo gli avversari politici, Netanyahu non sarebbe veramente interessato a salvare gli ostaggi, ma soltanto a salvaguardare il proprio futuro politico

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato ai media statunitensi che "potrebbe esserci" un accordo per liberare i 239 ostaggi ancora in mano ad Hamas.

In un'intervista al canale Nbc News, per la prima volta dall'inizio del conflitto Netanyahu ha mostrato apertura rispetto alla possibilità che il governo accetti un accordo per il rilascio degli ostaggi. Il primo ministro è rimasto vago e non ha specificato che tipo di accordo sarebbe ritenuto accettabile. Si è limitato a dire che "meno ne parlo, più aumenterò le possibilità che si realizzi". 

Nelle ultime settimane Netanyahu ha ripetuto più volte: "Faremo il possibile per riportare a casa gli ostaggi", ma ha sempre rifiutato ogni proposta di Hamas, che ha chiesto in cambio un cessate il fuoco o la liberazione di tutti i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. 

Benjamin Netanyahu.
Benjamin Netanyahu.Abir Sultan/ABIR SULTAN

Dal 7 ottobre, giorno degli attacchi di Hamas in Israele, si sono svolte molte manifestazioni in tutto il Paese per chiedere la liberazione degli ostaggi, ma anche per dimostrare il dissenso di una larga fetta della società israeliana nei confronti di Netanyahu, giunto al suo settimo mandato alla guida del governo. 

Secondo gli avversari politici, Netanyahu non sarebbe veramente interessato a salvare gli ostaggi, ma soltanto a salvaguardare il proprio futuro politico. 

Per le strade di Tel Aviv, domenica 12 novembre, decine di donne hanno creato una vera e propria catena umana di solidarietà. Hanno manifestato pacificamente chiedendo la liberazione dei 239 ostaggi, mostrando le loro foto e intonando preghiere di speranza. 

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