Conflitto Israele-Hamas, "Serve una soluzione politica"

Guerra Israele-Hamas
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Di Debora Gandini
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Tutti, americani ed europei, sostengono una soluzione politica: una volta finito il conflitto bisogna tornare a negoziare

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Israele ha avuto solo poche settimane per preparare la sua offensiva contro Hamas, dopo l'attacco del 7 ottobre che ha provocato diverse migliaia di vittime tra i suoi cittadini.

Per il Mossad e l’esercito israeliano è stata la peggiore aggressione contro il popolo ebraico dai tempi dell’Olocausto.

Secondo Ugo Tramballi, dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale “Israele non poteva non rispondere agli eventi del 7 ottobre. Si tratta però di un vicolo cieco, nel senso che questo è esattamente ciò che Hamas voleva: una strategia di incursione di terra.”

Le forze di difesa israeliane si sono preparate a questa incursione di terra con continui attacchi aerei. Questo ha causato migliaia di morti e feriti tra i civili palestinesi intrappolati all’interno della Striscia di Gaza. Le autorità israeliane insistono nel ribadire che il loro obiettivo non è uccidere civili ma eliminare i militanti di Hamas che si rifugiano nei tunnel sotterranei di Gaza. 

“Israele non poteva non rispondere agli eventi del 7 ottobre. Si tratta però di un vicolo cieco, nel senso che questo è esattamente ciò che Hamas voleva: una strategia di incursione di terra.”
Ugo Tramballi
ISPI

Bradley Bowman della Fondazione per la difesa delle democrazie ci spiega che “È importante distinguere tra un’organizzazione considerata terroristica, il cui statuto dichiara esplicitamente il desiderio di eliminare lo Stato di Israele e uccidere gli ebrei, e il palestinese medio che vuole solo crescere i propri figli in pace e sicurezza. Molti di questi leader di Hamas risiedono in hotel di lusso in Qatar, vagano per la Turchia e si incontrano in Libano dove si pavoneggiano con i leader di Hezbollah.

C’è chi si chiede cosa aspettarsi nel lungo termine dopo la fine dell’attuale operazione a Gaza. Secondo gli esperti non esiste una risposta semplice.

Sono passati decenni dall’ultima volta che si è raggiunto un compromesso o una pace duraturi. Entrambi i partiti dovranno rispondere alle domande della commissione indipendente delle Nazioni unite, che dal 7 ottobre raccoglie prove di crimini di guerra.

La posta in gioco è alta per il futuro dei territori palestinesi. Lo stesso vale per lo stato israeliano. “Il mondo intero, compresi gli americani e gli europei, dice che la soluzione, una volta finito il conflitto, è tornare ai negoziati, a una soluzione politica, a una soluzione a due Stati”, conclude Tramballi dell’Ispi.

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