Polonia. La vittoria di Tusk non basta. Ai nazionalisti il compito di formare il governo?

La vittoria europeista non basta. Il presidente Duda potrebbe affidare l'incarico di formare il governo ai nazionalisti del suo partito, Diritto e Giustizia
La vittoria europeista non basta. Il presidente Duda potrebbe affidare l'incarico di formare il governo ai nazionalisti del suo partito, Diritto e Giustizia Diritti d'autore Czarek Sokolowski/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Magdalena Chodownik & Euronews
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Salutata da Donald Tusk come "fine dei tempi bui", la maggioranza della sua coalizione europeista alle elezioni in Polonia si scontra con i numeri dei nazionalisti. Risultato? A formare il nuovo esecutivo sarà forse proprio il partito di governo uscente

Gli europeisti vincono, ma i conservatori potrebbero formare il governo

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Tutto è cambiato, perché nulla cambi? Salutata da Donald Tusk come "fine dei tempi bui", la maggioranza ottenuta a sorpresa dalla sua coalizione europeista alle elezioni del 15 ottobre in Polonia, si scontra però con il primato di partito più votato, conservato dal nazionalista Diritto e giustizia, costringendo così a complesse consultazioni che potrebbero concludersi con l'incarico di formare il nuovo esecutivo, proprio al partito di governo uscente. 

La palla nelle mani del presidente Duda, del partito di governo uscente

Tradizione parlamentare polacca è infatti che ad affidare l'incarico sia il Presidente, nello specifico il conservatore Andrzej Duda, dello stesso partito dello sconfitto Kaczynski

"Molte proposte dell'opposizione si scontreranno con il veto del Presidente - sottolinea l'esponente del PiS (Diritto e giustizia) Kazimierz Smolinski -. L'opposizione non potrà respingere il veto di un Presidente sostenuto da una rappresentanza parlamentare così ampia come la nostra. In queste consultazioni si dovrà tenere anche conto del fatto che siamo il partito più votato. Non possiamo essere privati della possibilità di formare un governo".

La coalizione di Tusk: "Il Presidente non potrà ignorare l'appello al cambiamento emerso dalle urne"

Simili gli argomenti dell'opposizione europeista, guidata da Donald Tusk: forze singolarmente meno rappresentative dei conservatori di Kaczynski, ma che nel complesso hanno ottenuto il 53% dei consensi.

A dar loro voce è Michal Kobosko, neodeputato della formazione Terza Via, che prevede invece un altro scenario. "La nuova coalizione di governo sarà composta da Terza Via, Coalizione Civica e Nuova Sinistra - dice, riferendosi all'alleanza europeista di Donald Tusk, che nel complesso ha ottenuto il 53% dei consensi -.Sarà una buona soluzione per i cittadini polacchi, una risposta alla volontà che hanno espresso il 15 ottobre.Hanno reclamato chiaramente un cambiamentoe si tratta di una volontà di cui il Presidente, nelle sue prossime decisioni, non potrà non tenere conto".

Verso un governo Tusk, ma in seconda battuta?

Radicate tradizioni istituzionale e affinità politiche con il partito di governo uscente lasciano però ipotizzare a molti analisti che il Presidente Duda affiderà invece il compito di formare il governo al suo stesso partito, Diritto e Giustizia. "Con ogni probabilità verrà nominato primo ministro Mateusz Morawiecki - prevede Marta Prochowicz-Jazowska del German Marshall Fund -, che però non potrà formare un governo perché Diritto e giustizia, nonostante sia arrivato primo e abbia più seggi, da solo non ha da solo i numeri per una maggioranza. In un secondo momento i nuovi parlamentari che si saranno insediati potranno nominare un altro premier. Molto probabilmente a guidare questa nuova coalizione sarà quindi Donald Tusk, ma il trasferimento dei poteri e la nomina di un nuovo governo non avverranno prima di  dicembre".

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