Bullismo, un problema in crescita e troppo spesso sottovalutato

Bullismo e cyberbullismo troppo spesso sono fenomeni sottovalutati
Bullismo e cyberbullismo troppo spesso sono fenomeni sottovalutati Diritti d'autore DENIS CHARLET/AFP
Di Euronews
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Un numero crescente di giovani e giovanissimi è vittima di bullismo e cyberbullismo in Europa. Troppo spesso nelle scuole il problema è sottovalutato

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Tutti gli studenti delle scuole secondarie francesi hanno potuto seguire un'ora di sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo. Una lezione utile per capire i pericoli legati all'uso dei social network, che in alcuni casi possono distruggere vite. 

Gli ultimi casi in Francia

Il 12 maggio, a Pas de Calais, Lindsay Gervois si è tolta la vita. Aveva 13 anni. Nella sua scuola secondaria di Vendin-Le-Vieil era vittima di molestie. I casi di suicidio tra i giovani sono spesso legati proprio al bullismo nel contesto scolastico. I tentativi di suicidio, o i pensieri suicidi, sono più numerosi tra le vittime di tale fenomeno (rispettivamente 12% e 36%) rispetto alla popolazione generale (9% e 27%).

Betty Gervois, madre di Lindsay, ha incontrato il ministro dell'Istruzione Pap Ndiaye e poi Brigitte Macron all'inizio di giugno. In risposta alla protesta, il governo ha annunciato che la lotta al bullismo sarà la "priorità assoluta" per l'inizio dell'anno scolastico 2023.

I ragazzi tra gli 11 e i 15 anni i più colpiti

Quando un bambino o un adolescente viene insultato, minacciato, picchiato o riceve ripetutamente messaggi offensivi, si tratta di molestie. Un fenomeno che raggiunge il suo apice tra gli 11 e i 15 anni. Già a nella pre-adolescenza, il 2,6% degli alunni convive con un livello elevato di bullismo, assimilabile a molestie (secondo un'indagine Depp 2021); alle medie, il 5,6% degli alunni ne è vittima (indagine Depp 2017); al liceo, l'1,3% (indagine Depp 2018).

Se prima si fermava ai cancelli della scuola, con smartphone e tecnologia, il bullismo segue e perseguita oggi molti giovani anche a casa e nella loro vita privata. È quanto accaduto alla irlandese Nicole Fox, fino a spingerla al suicidio nel 2018. Aveva appena 21 anni.

Da allora, la madre di Nicole si è battuta perché il cyberbullismo diventasse punibile in Irlanda. Una legge, nota come "di Coco", dal soprannome che aveva la figlia, è stata approvata nel 2021. Dopo averla portata fino a Strasburgo, Jackie Fox è fiduciosa che sarà ora adottata su scala europea.

I programmi in Francia e Spagna

Dal 2008, la Commissione europea sostiene il programma europeo Better Internet For Kids, che ora è in corso di attuazione in 31 Paesi. 

La versione francese del programma è Safer Internet France. Ha tre linee d'azione principali: il 3018, un numero nazionale per le giovani vittime di violenza digitale. Gratuito, anonimo e confidenziale, offre anche consulenza ai genitori. La seconda è Internet Sans Crainte, un programma di sensibilizzazione rivolto a diversi tipi di pubblico: insegnanti, educatori, genitori, istituzioni e associazioni e bambini dai 6 anni in su. Infine, Point de Contact lotta per segnalare gli abusi sui minori, l'incitamento all'odio, la propaganda e l'apologia del terrorismo, sia su Internet che sui social network.

In Spagna, l'associazione AEPAE lotta contro il bullismo nelle scuole. La nazione iberica è una delle più colpite in Europa da questo fenomeno. Sono più di 11mila i casi registrati nel solo periodo compreso tra gennaio del 2021 e febbraio del 2022. Enrique Perez-Carrillo, presidente dell'associazione, spiega come la questione sia troppo spesso sottovalutata nelle scuole: "Lo scorso anno è stata introdotta la figura del coordinatore, che è un insegnante dello stesso istituto. Noi dell'AEAPE riteniamo invece che debba trattarsi di una persona esterna, perché la scuola non può essere imparziale, poiché la situazione può crearle problemi di immagine".

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