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Attacco a Shebekino, città russa di confine: rivendicazione dei partigiani anti-Putin

Attacco su Shebekino. (1.6.2023)
Attacco su Shebekino. (1.6.2023) Diritti d'autore Twitter
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Di Cristiano TassinariEuronews World - Agenzie internazionali
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I sospetti per l'attacco nella regione russa di Belgorod, al confine con l'Ucraina, ricadono sul Corpo dei Volontari russi e sulla Legione Libertà per la Russia, due gruppi partigiani che mirano a spodestare Putin

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Un uomo è rimasto ferito nei bombardamenti della notte e del mattino su Shebekino, una città russa di 40.000 abitanti nella regione di confine di Belgorod, vicino all'Ucraina. 
Lo ha annunciato la Televisione di Stato russa, che ha mandato in onda immagini di edifici danneggiati.

Particolarmente colpito un condominio nella città, dove si è scatenato un vasto incendio. 

I residenti di alcuni quartieri della città sono stati evacuati e trasportati in un luoghi più sicuri, compresa la Belgorod Arena, un palazzetto dello sport adibito a rifugio temporaneo.

"Dalle tre del mattino fino alle sette non siamo potuti uscire di casa. Non potevamo alzare la testa a causa dei bombardamenti.
È stato spaventoso!"
Un donna testimone dell'attacco
Screenshot
"È stato spaventoso!"Screenshot

Molti civili in fuga dalle aree della regione russa di Belgorod a causa dei bombardamenti vengono alloggiati in centri di raccolta.
Lo ha detto il Governatore, Vyacheslav Gladkyov, mentre il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato che è stato respinto il tentativo di infiltrazione dalle truppe ucraine (se sono state le truppe ucraine...). 

"Putin è costantemente informato"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che "Vladimir Putin è costantemente informato della situazione nella regione russa di Belgorod". 

Peskov ha dichiarato che Putin "riceve costantemente rapporti dal ministero della Difesa, dal Servizio di guardia di frontiera, dall'FSB (i servizi di sicurezza russi) ed è anche informato direttamente dalle autorità regionali e municipali della regione sulle misure per fornire l'assistenza necessaria alla popolazione, compresa la fornitura di alloggi temporanei a coloro che lo desiderano", ha spiegato Peskov.

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, ha incolpato dell'attacco un'unità da combattimento corazzata ucraina, ma i sospetti vanno ad un paio di formazioni di partigiani russi anti-Putin, da settimane in azione nell'Oblast di Belgorod. 

La rivendicazione del Corpo dei Volontari russi

Anzi: i sospetti diventano certezza, se si prende per buona la rivendicazione dell'attacco.

"La seconda fase dell'operazione promessa dal comandante del Corpo dei Volontari Russi (CVR) è iniziata!", si legge in uno dei messaggi postati sull'account Telegram di questa formazione, formata da volontari russi che fino ad ora si erano battuti con L'esercito ucraino.

L'altra formazione di volontari armati russi, la Legione Libertà per la Russia, a sua volta ha pubblicato un video presumibilmente registrato nella città di Grayvoron, anch'essa situata nella regione di Belgorod, in cui ribadisce l'intenzione di "liberare tutta la Russia, da Belgorod a Vladivostok".

Entrambi i gruppi combattono da mesi a fianco dell'esercito ucraino contro le forze russe e affermano che il loro obiettivo è il rovesciamento del presidente russo Vladimir Putin con la forza delle armi.

Il governo di Kiev afferma di non avere nulla a che fare con le azioni di queste formazioni "partigiane" sul territorio russo, ma ne tollera la presenza sul suolo ucraino. Del resto, stanno seminando un po' di "zizzania" nell'apparato militare russo...

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