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I "cento presepi del Vaticano", per il Natale in Ucraina e in tutto il mondo

Gesù Bambino accolto dai pompieri.
Gesù Bambino accolto dai pompieri. Diritti d'autore Screenshot AP Video
Diritti d'autore Screenshot AP Video
Di Redazione italiana di Euronews - Edizione web: Cristiano Tassinari
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La mostra dei presepi, da sempre un appuntamento fisso per romani e turisti, propone una riflessione sulla guerra in Ucraina (un presepe pone Gesù Bambino nell'acciaieria Azovstal) e presenta anche opere che mettono in primo piano l'emergenza climatica e le tragedie dei migranti nel Mediterraneo

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La storia del Natale in oltre cento modi diversi, grazie alla mostra "100 Presepi in Vaticano" - organizzata dal Dicastero per l'Evangelizzazione - , con opere realizzate da artisti di tutto il mondo.

Sotto il colonnato sinistro del Bernini in Piazza San Pietro, a Roma, i presepi - che in realtà sono 130 - si potranno ammirare fino all'8 gennaio.

I presepi provengono da diversi paesi del mondo, tra cui Ungheria, Slovacchia, Slovenia, Taiwan, Congo e, naturalmente, Ucraina.

Uno dei presepi, ad esempio, mostra Gesù Bambino al riparo in una struttura che ricorda l'acciaieria Azovstal di Mariupol.

La scena, intitolata "Natale nella città di Maria (Mariupol)", è stata creata da Teodosia Polotniuk, una suora di Donetsk, appassionata di presepi.

"Ho chiesto a Suor Teodosia di fare il presepe basandosi su ciò che sta accadendo in Ucraina, una situazione raffigurata in questo presepe".
Iryney Ihor Bilyk
Vescovo ucraino
Screenshot AP Video
Il presepe che ricorda Mariupol.Screenshot AP Video

Accanto a un presepe di legno portato in Vaticano da una chiesa di Kiev, posto all'ingresso della mostra, c'è un albero di Natale decorato con 440 angeli di stoffa bianca, a rappresentare il numero di bambini ucraini che si pensa siano morti dall'inizio della guerra.

Screenshot AP Video
Presepe e albero di Natale provenienti dall'Ucraina.Screenshot AP Video

"Un segno di pace"

"La Natività è un segno di pace e tutti noi e, guardando tutti i presepi presenti, siamo chiamati a essere uno strumento di pace", ha dichiarato monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l'Evangelizzazione e delegato al Giubileo 2025.
"Non possiamo dimenticare che abbiamo deciso di iniziare la mostra con il presepe ucraino, ma alla fine ce n'è un altro, sempre proveniente dall'Ucraina, e il messaggio è molto semplice: non possiamo dimenticare, facendo il passaggio tra una Natività e l'altra, che alla fine c'è ancora la guerra e che per noi esiste ancora la responsabilità di costruire la pace".

Screenshot AP Video
Monsignor Rino Fisichella, durante l'intervista.Screenshot AP Video

La mostra dei presepi, da sempre un appuntamento fisso per romani e turisti, propone anche opere che mettono in primo piano l'emergenza climatica e le tragedie dei migranti nel Mediterraneo.

Nel 2021, la mostra, gratuita e senza prenotazione, è stata visitata da 190.000 persone. 
Al momento in cui scriviamo - 22 dicembre - la mostra è stata già visitata d 68.000 persone. 

La tradizione del presepe ha avuto origine con San Francesco d'Assisi, che - ispirato dalla sua visita a Betlemme - realizzò il primo presepe nel 1223 a Greccio, un piccolo villaggio dell'Italia centrale.

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