This content is not available in your region

Google, la Corte europea ritocca la multa della commissione: ma solo di 20 milioni

Access to the comments Commenti
Di Euronews
euronews_icons_loading
il logo di Google
il logo di Google   -   Diritti d'autore  Alastair Grant/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved

La massima corte dell'UE ha stabilito che la multa record imposta a Google da Bruxelles andrà ridotta solo marginalmente.

La sanzione è stata comminata nel 2018 dopo che i regolatori antitrust hanno accusato l'azienda di soffocare la concorrenza attraverso un dominio sleale del sistema operativo Android

"Il Tribunale - ha dichiarato la Corte di Giustizia europea, nel respingere l'appello del colosso informatico - conferma in larga parte la decisione della Commissione secondo cui Google ha imposto restrizioni illegittime ai produttori di dispositivi mobili Android e agli operatori di rete mobile al fine di consolidare la posizione dominante del suo motore di ricerca.

La Corte ha inoltre rimarcato di concordare ampiamente con la decisione della Commissione mobile, aggiungendo tuttavia che il suo ragionamento differisce per alcuni aspetti da quello della Commissione.

"Per meglio riflettere la gravità e la durata dell'infrazione", ha aggiunto dunque il Tribunale, è opportuno comminare a Google una multa di 4,125 miliardi di euro,  cifra leggermente inferiore alla sanzione originaria di 4,34 miliardi di euro.

La multa è una delle tre sanzioni antitrust per un totale di oltre 8 miliardi di dollari che la Commissione europea ha comminato a Google tra il 2017 e il 2019.

Nella sua decisione originale, la Commissione ha affermato che le pratiche di Google limitano la concorrenza e riducono le scelte dei consumatori.

La Commissione ha stabilito che Google ha violato le norme comunitarie imponendo ai produttori di smartphone di acquistare un pacchetto di app di Google, e impedendo loro di vendere dispositivi con versioni modificate di Android.

Il pacchetto conteneva 11 applicazioni, tra cui YouTube, Maps e Gmail, ma i regolatori si sono concentrati sulle tre che detenevano la maggiore quota di mercato: Google Search, Chrome e il Play Store per le applicazioni dell'azienda.