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Accoltella e uccide parente per debito droga, fermato 27enne

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Di ANSA
Civitanova,dopo Alika altro delitto.Investigatori,no ad allarme
Civitanova,dopo Alika altro delitto.Investigatori,no ad allarme

(ANSA) – CIVITANOVAMARCHE, 09 AGO – Ci sarebbe una
discussione per un debito relativo all’acquisto di droga alla
base dell’aggressione e della coltellata fatale, sferrata ad un
fianco, che ha ucciso Rachid Amri, 30enne tunisino, ieri sera a
Civitanova Marche (Marche) sul lungomare sud “Piermanni”. Lo
hanno riferito in una conferenza stampa al Comando Cc di
Civitanova Marche il procuratore facente funzione di Macerata
Claudio Rastrelli e i vertici locali e provinciali di polizia e
Arma che hanno collaborato all’indagine che in poche ore ha
portato al fermo di un 27enne tunisino, Saidi Haithem, che
sarebbe anche parente della vittima. L’uomo, dopo incessanti ricerche anche grazie ai filmati di
videosorveglianza e ai tabulati telefonici, è stato rintracciato
in una casa a Porto Sant’Elpidio (Fermo), nascosto in un
sottoscala. Haithem, forse cugino del 30enne, ha ammesso le
proprie responsabilità con gli investigatori. Le indagini,
condotte in sinergia da Cc e Ps coordinati dal pm Stefania
Ciccioli, avevano portato a perquisire un’abitazione dove il
ricercato non è stato trovato: tra i suoi effetti personali,
però, rinvenute 28 dosi d’eroina (circa 9,7 grammi). II 27enne è
stato bloccato presso un’altra casa della stessa zona. La
Procura ha disposto l’autopsia. L’udienza di convalida del fermo
per gravi indizi di colpevolezza e rischio imminente di fuga -
le accuse sono di omicidio volontario, spaccio di droga e porto
illegale d’arma da taglio -, per competenza territoriale, si
terrà nei prossimi giorni a Fermo. A Civitanova, dopo l’omicidio di un ambulante nigeriano
ucciso a seguito di una richiesta d’elemosina, è il secondo
delitto in dieci giorni (seppure in contesti molto diversi) con
un contorno di episodi violenti accaduti nella cittadina. Il
Comandante provinciale dei Cc, Col. Nicola Candido, però, ha
ricordato il numero rilevante di servizi di controllo svolti da
tutte le forze dell’ordine, osservando che la situazione “è
sotto controllo, riusciamo a gestirla” e “non è tale da
determinare allarme sociale”. (ANSA).

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