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Visita storica di re Filippo del Belgio in RDC: facciate delle case dipinte di fresco in suo onore

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Di Cecilia Cacciotto
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Re Filippo del Belgio in RDC
Re Filippo del Belgio in RDC   -   Diritti d'autore  Samy Ntumba Shambuyi/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Non perdere lo smalto

La visita del re Filippo del Belgio nella Repubblica democratica del Congo è quasi finita resta invece il nuovo look a Bukavu, città a nord di Kivu, ultima tappa di Filippo questa domenica.

Qui le autorità locali hanno chiesto che le facciate delle case dove fosse passato il sovrano venissero ridipinte.

Un'occasione da non perdere per alcuni che però hanno sollevato qualche distinguo.

In alcune regioni del mondo,in vista dell'arrivo di un ospite è usanza dare un tocco di pittura fresca in casa, è abitudine per esempio nell'isola di Mauritius. Ma non solo. È così in tutti quei Paesi in cui l'ospite è sacro, la casa dove l'ospite trascorrerà il periodo di trasferta deve essere impeccabile.

A Bukavu, le autorità comunali hanno colto l'occasione della visita per mobilitare parte della popolazione. Che non l'ha presa male.

"Va bene, non è una cattiva idea - ha detto uno dei residenti- ma avrebbero dovuto darci la vernice perché non ce la possiamo permettere. E comunque anche se arriva il re, noi dobbiamo lavorare e non è giusto che alcuni negozi siano stati obbligati alla chiusura".

Anche un altro residente di Bukavu è d'accordo sul fatto che rifare le facciate delle abitazioni sia un'ottima idea ma prima di obbligare i negozianti a chiudere, le autorità comunali dovrebbero proporre un'alternativa, "perché noi dobbiamo comunque mangiare".

In effetti, le autorità cittadine hanno obbligato alla chiusura negozi e esercizi che davano sulle strade dove sarebbe passato il corteo reale.

Buona di per sé, l'iniziativa di Bukavu è stata raggiunta da molte critiche. Il re Filippo del Belgio è il primo a recarsi nell'ex colonia, da quando questa ha raggiunto l'indipendenza.

Filippo due anni fa aveva espresso parole di rammarico per il periodo coloniale, uno dei peggiori al mondo.

La sua visita precede di pochi giorni la restituzione delle reliquie, un dente, di Patrice Lumumba, in Belgio. Il leader ed eroe dell’indipendenza congolese ucciso nel 1961. Il corpo di Lumumba, sciolto nell’acido dopo il suo assassinio, non è mai mai ritrovato. Il dente dovrebbe essere restituito alla famiglia il 20 giugno a Bruxelles.

Una visita storica

Quella che si conclude questa domenica è sicuramente una visita storica per ambo le parti. Rinviata diverse volte, soprattutto per il Covid, è nata da un’invito ufficiale del presidente congolese, Felix Tshisekedi.

È sicuramente un passo avanti nel riavvicinamento dei due Paesi, nel 2020 il re dei belgi aveva avuto per la prima volta parole di “profondo rammarico per le ferite” del passato e per “gli atti di violenza e crudeltà” commessi in Congo dai belgi durante il periodo della colonizzazione. Uno dei peggiori nella storia contemporanea.

Nell'entourage del re nella RDC anche il ministro belga incaricato della restituzione del patrimonio culturale congolese: lo scorso febbraio, il governo di Bruxelles ha inviato alla Repubblica democratica del Congo un inventario delle opere d’arte che  potrebbero essere restituite in tempi brevi, si tratta di circa 40 mila oggetti.

Una parte potrebbe tornare a casa forse già in coincidenza con le celebrazioni per il 62 esimo anniversario della RDC.

Virginia Mayo/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Re Leopoldo II dei belgiVirginia Mayo/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

A metà strada tra passato e futuro

Difficile passare una riga su un recente passato, quello coloniale, che gli uni non hanno ancora digerito e gi altri non fanno fatica a analizzare. Resta che a partire da re Leopoldo I, il Congo  è stata una delle realtà coloniali peggiori della storia: dopo la Conferenza di Berlino del 1885, il Congo, assegnato al Belgio, divenne per il re belga il suo giardino, lo possedeva a titolo personale. E vi instaurò un violento sistema di sfruttamento delle risorse naturali e umane (alimentato dalla rivoluzione industriale in Occidente e dall'ingordigia crudele dell'uomo). Il regime coloniale belga già all'epoca fece scalpore in tutta Europa.

Due anni fa  sulla scia del movimento statunitense Black lives matter attivisti dei diritti umani a Bruxelles hanno ricoperto di vernice la statua equestre e il busto del monarca belga.