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Gas, intesa greco-bulgara per una piattaforma galleggiante

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Di euronews
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frame   -   Diritti d'autore  Dimitris Papamitsos/ Dimitris Papamitsos - Official Photographer to the Greek Prime Minister/ All Rights Reserved_For EDITORIAL USE only. (dpapamit

La guerra in Ucraina comincia a produrre effetti anche sul piano della sicurezza energetica europea.Nel quadro della diversificazione delle forniture di gas e petrolio, Grecia e Bulgaria hanno dato il via al progetto di un sistema galleggiante per lo stoccaggio e la movimentazione degli idrocarburi.

Alla cerimonia per la firma del contratto, ad Atene, c'erano, tra gli altri, il presidente serbo e il premier macedone. Anche per loro la strategia che passa per il sistema flottante è vista come vincente.

"Questo progetto dimostra la nostra prontezza a reagire alle sfide del nostro tempo, cercando di assicurarci nuove vie di approvvigionamento che evitino triangolazioni con paesi terzi, poco propensi a collaborare. Inoltre mostra il nostro impegno a livello transnazionale per una gestione comune delle fonti energetiche. Il gas naturale è un combustibile di passaggio: sarà ancora importante nei prossimi anni, ma l'obiettivo resta quello di disporre di energia pulita e in equilibrio con la natura", ha detto il premier greco Mitsotakis.

La piattaforma galleggiante greco-bulgara avrà una capacità di stoccaggio di 153.500 metri cubi di gas naturale liquefatto, e si prevede entri in attività commerciale per il mese di dicembre del 2023, garantendo una capacità annua di elaborazione di 5,5 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto.

Il progetto incassa anche il sostegno europeo. Per il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si tratta di "un investimento geopolitico". "Il sistema riflette le nostre priorità: rifornendo Grecia, Bulgaria, Macedonia del Nord e Serbia, ci aiuterà a liberare la regione del sud-est europeo dal ricatto della fornitura di gas da parte della Russia".

Al centro della piattaforma ci sarà nave Alexandrupolis, attualmente in fase di costruzione in un cantiere di Singapore, e un complesso reticolo di condotte marittime per 28 chilometri in totale. L'intero progetto vale 410 milioni di euro, ed è sostenuto da fondi europei e governativi oltre che da una quota di capitale privato.