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La Florida vieta libri alcuni di matematica: "indottrinano gli studenti"

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Di Samuele Damilano
Il governatore della Florida Ron DeSantis
Il governatore della Florida Ron DeSantis   -   Diritti d'autore  AP Photo/John Raoux

42 libri di matematica su 132 non vanno bene per le scuole della Florida, e questo perché introducono un "attentato" allo sviluppo della personalità dei giovani. Il governatore della Florida, Roy De Santis, ha difeso la decisione di venerdì 15 aprile di escludere dall’insegnamento scolastico dello Stato quasi un terzo dei libri proposti per l’insegnamento pubblico. “La matematica fornisce gli strumenti necessari a dare la giusta risposta. E noi vogliamo che i bambini imparino questo, non a prendere posizione di fronte a un problema”.

Il contenuto dei libri sottoposti a censura non è ancora chiaro. Christina Pushaw, portavoce del governatore, per fare un esempio, ha pubblicato un estratto di un compito proposto in Missouri, in cui si parlava di prostitute e vita dissoluta, allegando una mail di scuse da parte dell'istituto. Ecco, secondo lei, un esempio di come la Critical race theory (Ctr), ovvero la teoria che identifica il razzismo e le discriminazioni delle minoranze come un elemento sistemico della società americana, punterebbe a indottrinare i giovani studenti americani.

Una revisione operata dal New York Times su un estratto di un testo, "Big ideas learning" ha evidenziato invece insegnamenti volti a costruire consapevolezza di se stessi, autocontrollo, un decision making responsabile e socialmente sensibile.

"Non si sa esattamente il perché del divieto. Con ogni probabilità i libri messi al bando contenevano qualche riferimento alla teoria critica della razza, qualche menzione del temine 'gay' che in Florida sembra essere anche messo al bando" conferma Domenico Maceri, scrittore e professore per 35 anni all'Allan Hancock College in California. "In sintesi, fa parte della campagna repubblicana creare nemici dal nulla, molto simile alla cosiddetta invasione dei messicani al confine propalata da Donald Trump. De Santis sta cercando di prendere il suo ruolo nella difesa dei valori dei bianchi per una sua possibile corsa alla Casa Bianca nel 2024, specialmente se l'ex presidente non dovesse ricandidarsi".

Un progetto più ampio

"Abbiamo raggiunto in questo Stato più obiettivi di quanti chiunque credesse possibile", ha detto De Santis a una Conferenza del partito repubblicano tenutasi a Orlando. "Ma vi dico questo: abbiamo appena iniziato la nostra battaglia".

La Florida, dalla sua elezione nel 2018, si sta affermando come lo Stato repubblicano portavoce dei valori più identitari. Il 3 marzo il Parlamento ha votato una legge che riduce da 24 a 15 settimane il limite di tempo entro il quale è possibile abortire, sulla scia di una adottata in Mississipi e che potrebbe essere approvata dalla Corte suprema la prossima estate. Non sono fatte eccezioni per stupro o incesto.

Il 28 marzo, il governatore della Florida ha firmato un altro provvedimento del Dipartimento scolastico, che entrerà in vigore a luglio, in cui vengono proibite non solo lezioni, ma anche riflessioni sull’orientamento sessuale e l’identità di genere dall'asilo alle elementari. “Don’t say gay”, il soprannome dato dagli oppositori, che criticano la vaghezza dei termini e gli ampi margini di interpretazioni. Non solo, i docenti e lo staff scolastico, se richiesto dai genitori, avranno l’obbligo di riferire qualsiasi fragilità emotiva palesata dal figlio.

“La legge rinforza il diritto fondamentale dei genitori di prendere decisioni riguardo alla salute e la crescita dei propri figli in un contesto scolastico”, si legge nel testo. Se inoltre un genitore non ricevesse entro sette giorni una risposta al suo reclamo riguardo a servizi di supporto ritenuti inappropriati, potrebbe procedere legalmente contro la scuola.

Il Parlamento, su proposta di De Santis, ha già approvato una legge dall'iconico nome "Stop W.O.K.E. act",volta a sopprimere ancor di più la libertà di espressione della Ctr, proteggendo i dipendenti da "un ambiente di lavoro ostile dovuto a una formazione sulla Ctr", e dotando studenti e genitori di "tutti gli strumenti necessari per intraprendere un'azione privata".

La critical race theory

La "Teoria critica della razza" cui si riferisce viene definita come un insieme di critiche alla società esistente, basata sul razzismo e le disuguaglianze. La prima persona a utilizzare il termine è stata nel 1989 Kimberlé Crenshaw, nel corso di un convegno all'Università del Wisconsin.

"Il problema non sono le cattive persone", disse Mari Matsuda, professoressa di diritto all''University of Hawaii' e precursore dell'inquadramento accademico. "Il problema è un sistema di persone che riproduce comportamenti nocivi".

Il concetto principale di questa teoria, di ispirazione marxista, è che la razza e qualsiasi altra etichetta discriminatoria sono sovrastrutture create dalla società per perpetrare disuguaglianze ai danni di una determinata categoria di persone. Non, dunque,singoli comportamenti, bensì un vero e proprio sistema di leggi e istituzioni. Che non garantisce gli stessi diritti civili e sociali, dal diritto di voto a retribuzioni generalmente più basse per gli stranieri.

I detrattori di questa teoria ne screditano le fondamenta accademiche, secondo loro basate troppo su storie ed eventi personali. Con il rischio di generalizzare e di non tenere conto delle peculiarità di ogni persona.

Il dibattito negli Stati Uniti si è riacceso dopo l'omicidio di George Floyd, maggio 2020, da parte di un agente della polizia e dalle proteste che ne sono scaturite. L'allora presidente Trump inviò un vademecum ai vari dipartimenti di polizia in cui la Ctr veniva descritta come divisiva, per poi varare un ordine esecutivo in cui vietava in qualsiasi tipo di formazione la descrizione di un'America razzista.

"Non permetteremo che i contributi dei cittadini vengano impiegati per insegnare ai bambini come odiare il nostro Paese, o odiarsi tra di loro", aveva detto De Santis giustificando davanti al Parlamento della Florida la proposta dello 'Stop W.O.K.E. act'.