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Dall'orrore di Mariupol, la testimonianza del presidente di Mariupol TV

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Di euronews
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euronews   -   Diritti d'autore  Mykola Osychenko, presidente Mariupol TV

300.000 persone sarebbero ancora intrappolate a Mariupol, nell'Ucraina sud-orientale, senza elettricità e acqua corrente. Alimenti e medicine scarseggiano tanto da far paventare l'insorgenza di ulteriori epidemie. Mariupol è circondata dall'esercito russo. Mykola Osychenko, presidente di Mariupol TV, è riuscito a sfollare a Zaporizhzhia. Gli abbiamo chiesto dei suoi ultimi giorni a Mariupol.

Cronaca della disperazione

"Le persone della mia età mangiucchivano a malapena qualcosa e avevamo pochissima acqua a disposizione. Cibi ed acqua erano destinati ai bambini e gli anziani. Una famiglia è stata evacuata dalla sponda sinistra a casa nostra, proprio sulla sponda sinistra ci sono stati i combattimenti più duri. I nostri rifugiati sono rimasti nel seminterrato per 5 giorni, perché attorno a noi i combattimenti sono proseguiti per 5 gg. Marito, moglie e un bambino di 6 mesi. Sono sopravvissuti solo perché la madre allattava il bambino - ci spiega Mykola Osychenko - Il 15 marzo circa 2000 auto hanno lasciato la città. In quasi ognuna della auto c'era un bambino piccolo. La gente portava con sé poche cose prezioso, e la cosa più preziosa non è la tua vita, ma tuo figlio. 

Le auto percorrevano strade dove a volte si passava in mezzo ai cadaveri . E tutti cercavano di distrarre i loro figli come potevano per far si che gli occhi dei piccoli non finissero sui corpi che giacevano a terra
Mykola Osychenko
Presidente della Mariupol TV

Tremila morti fino ad oggi

Il bilancio delle vittime tra i civili nella città di Mariupol ha superato le 3.000 persone. Lo afferma il comandante del distaccamento di Azov, il maggiore Denys Prokopenko in un commento alla Cnn, come riporta anche Ukrinform. "Il bilancio delle vittime tra i civili cresce ogni giorno e ora supera le 3.000 persone. Ma nessuno può dire il numero esatto dei morti, poiché le persone vengono sepolte in fosse comuni, senza nome. Molti cadaveri restano insepolti per le strade. Alcune persone rimangono intrappolate sotto le macerie, sepolte vive", ha detto Prokopenko.