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Ucraina, lo stallo nel panico. La diplomazia al telefono non risolve

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Di euronews e ansa
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Ucraina, lo stallo nel panico. La diplomazia al telefono non risolve
Diritti d'autore  Alexander Zemlianichenko/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Dal colloquio telefonico delle ultime ore tra i presidenti di Stati Uniti e Russia, Joe Biden e Vladimir Putin, non giunge alcuna svolta. Ognuno resta arroccato sulle sue posizioni e le ambasciate dei grandi paesi a Kiev si spopolano. Durante la sua telefonata di sabato Joe Biden ha avvertito Vladimir Putin dei "gravi costi" se la Russia si fosse impegnata in un'invasione dell'Ucraina. I resoconti ufficiali dello scambio tra gli attori principali della crisi - anticipato su richiesta americana - restituiscono uno stallo che le cancellerie non sanno superare. Cresce solo lo stress internazionale con tutte le sue pesanti ricadute e non solo finanziarie.

Il dialogo tra sordi

Poco promettenti erano del resto le premesse, dopo la telefonata preparatoria tra i responsabili delle rispettive diplomazie. Se l'americano Antony Blinken ha parlato di "segnali molto preoccupanti di escalation", come l'arrivo di nuove truppe al confine con l'Ucraina, il russo Serghei Lavrov è tornato ad accusare l'Occidente di aver "ignorato" le legittime richieste di Mosca sulla sicurezza.

Il governo di Kiev rimane scettico sulla possibile invasione

"E la verità è che abbiamo informazioni diverse. Adesso il miglior amico dei nemici è il panico nel nostro paese. E tutte queste informazioni (riferendosi ai rapporti di una possibile invasione russa, ndr) aiutano solo il dilagare del panico che non aiuta": dichiara Volodymyr Zelenskyy e come dare torto al presidente ucraino che vede compromessa anche la sua fragile economia? Tuttavia col passare delle ore, le prospettive di un conflitto si profilano meglio, come fa trapelare il Dipartimento di Stato Usa. Anche l'Italia si è aggiunta - con Germania, Olanda, Spagna, Svezia e Danimarca - alla lista dei Paesi occidentali che hanno invitato i propri concittadini a lasciare l'Ucraina, circa duemila residenti. "Lavoriamo tutti al fine di evitare un'escalation", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, aggiungendo che "ovviamente lavoriamo a mantenere aperto un canale di dialogo con Mosca". Roma ha anche deciso il rientro, d'intesa con le ambasciate Ue nel Paese, del personale non essenziale della propria ambasciata a Kiev. A stretto giro è arrivato anche l'annuncio di Mosca, che a sua volta ha deciso di ridurre il personale diplomatico in Ucraina per il rischio di "possibili provocazioni". I timori per la popolazione civile sono testimoniati anche dalla decisione della Klm, la compagnia di bandiera olandese, di cancellare a partire da sabato sera tutti i voli diretti in Ucraina. Sul terreno, i segnali d'allarme si leggono anche nella scelta americana di ritirare quasi tutti i suoi militari presenti in Ucraina impegnati nell'addestramento delle forze locali, poche ore dopo aver annunciato un rafforzamento del fronte polacco con l'invio di altri tremila soldati.

Allarme su tutti i fronti

Le tensioni militari si riflettono pure a migliaia di chilometri dall'Ucraina. Un sottomarino classe Virginia della Marina statunitense è stato intercettato e allontanato dal cacciatorpediniere Maresciallo Chapochnikov nelle acque territoriali russe nel Pacifico, ha rivendicato la Difesa di Mosca, che ha convocato l'attaché militare di Washington. Ma il Pentagono non ha confermato l'accaduto.

Uno scontro epocale

Russia e Ucraina sono in conflitto dal 2014, quando l'allora presidente filo russo è stato cacciato da Kiev in seguito a una rivolta popolare. Mosca ha annesso la penisola di Crimea e poi ha sostenuto un'insurrezione separatista nell'Ucraina orientale, dove i combattimenti hanno provocato la morte di oltre 14.000 persone.L' accordo di pace del 2015, mediato da Francia e Germania, ha contribuito a fermare battaglie su larga scala, ma sono continuate le schermaglie e gli sforzi per raggiungere una soluzione politica sono stati vani.