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Vienna, riprendono i colloqui sul nucleare iraniano: "basta sanzioni"

Vienna, riprendono i colloqui sul nucleare iraniano: "basta sanzioni"
Diritti d'autore Michael Gruber/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Euronews Agenzie:  ANSA
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Si tratta dell'ottavo round diplomatico presieduto dall'UE: obiettivo è riportare Washington al tavolo delle trattative, dopo l'abbandono del 2018

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Riprendono oggi a Vienna i colloqui per il rilancio dell'accordo nucleare iraniano del 2015, formalmente noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA, Piano d'azione globale congiunta).

Si tratta dell'ottavo round di negoziati presieduti dall'Unione europea: la speranza è riuscire a riportare al tavolo delle trattative anche gli Stati Uniti, che nel 2018 si ritirarono dall'accordo durante presidenza Trump, reintroducendo pesanti sanzioni per Teheran.

Proprio la rimozione di queste ultime è una condizione essenziale per il proseguimento dei colloqui, come ha nuovamente chiarito, alla vigilia dei colloqui, il portavoce del ministero degli esteri iraniano Saeed Khatibzadeh.

Secondo Khatibzadeh, per Teheran non potrà esserci un accordo fino a che non saranno rimosse tutte le sanzioni imposte dagli Usa dopo il ritiro deciso dall'allora presidente Donald Trump, una scelta definita dal portavoce come "sbagliata e distruttiva".

Le sanzioni sono "una linea rossa" ha affermato Khatibzadeh, riprendendo una terminologia già usata dal Segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale iraniano, Ali Shamkhani, che su Twitter ha scritto che "un accordo nel quale non siano rimosse le sanzioni condizionerà l'economia del Paese e non può essere la base per alcun buon patto".

Gli altri Paesi occidentali che partecipano ai colloqui di Vienna "sono di fronte a un test e ora la palla e nelle loro mani", ha inoltre aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, invitandoli a prendere iniziativa contro le sanzioni Usa e accusando Washington di "avere fallito con la loro politica basata su pressioni e intimidazione".

Dopo mesi di negoziati, non è ancora stato trovato un nuovo accordo nella capitale austriaca per rilanciare il patto del 2015 e non ci sono ancora stati colloqui diretti tra Teheran e Washington, ma solo scambi di messaggi con la mediazione Ue.

Alle sanzioni, l'Iran ha finora risposto aumentando la purezza e le quantità di uranio che arricchisce e immagazzina, in aperta violazione dell'accordo. Ma i diplomatici del JCPOA si dicono convinti che i negoziati stiano raggiungendo un punto di svolta.

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