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Pechino 2022, il mantello-paravento di Re Giorgio scatena la rete

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Di Debora Gandini
La sfilata degli atleti azzurri a Pechino
La sfilata degli atleti azzurri a Pechino   -   Diritti d'autore  Jae C. Hong/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Cheap or Chic. Stavolta Re Giorgio non ha incantato la passerella. Almeno quella del web e degli spettatori che hanno assistito alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Pechino.

"La nazionale italiana aveva previsto pioggia". È una delle battute, scontate o meno, che stanno girando in rete sulla divisa indossata dagli atleti Azzurri, rigorosamente vestiti da Armani. Sarà anche un must-have del prossimo inverno ma nello sport quel mantello tricolore vistoso e avvolgente, forse un po’ troppo, è apparso ridicolo. A guardare Michela Moioli, la portabandiera della delegazione che ha indossato il capo insieme a tutti i rappresentanti delle altre discipline, va comunque un applauso, per aver cercato di indossare al meglio un outfit al limite della stravaganza.

I social si sa non perdonano, di questi tempi poi forse solo pochi noti influencer potrebbero permettersi di osare così tanto. Non gli atleti però. E ora questa giornata inaugurale è diventata virale. A lanciare frecciate pesanti, e a volte anche un po’ troppo offensive, non ci pensano solo personaggi stranieri noti per il loro sarcasmo. Questa volta il Made in Italy è preso di mira anche dagli italiani.

Commenti e risatine su Facebook dove ci si chiede se “Siamo i favoriti nella gara di corsa coi sacchi". “Un poncho per la tenda della doccia tricolore", scrive Mulo Seduto. "Già un poncho però stavolta da 5 euro". "“Bontà divina” cinguetta il noto critico televisivo londinese Scott Bryan seguito da milioni di followers che si divertono a commentare con sfottò.

Un’uniforme inguardabile, dicono gli internauti nostrani mentre dal Portogallo arriva perfino un monito: “Dopo aver visto le divise degli italiani non userò mai più la frase aggredire la moda.” Clamore e battute rivolte a Giorgio Armani, guru della moda italiana nel mondo, che ancora una volta si è occupato di vestire gli atleti e nel bene o nel male ha sorpreso come sempre di nuovo tutti.

“Sembriamo una comitiva di turisti che si ripara con la mantella di plastica” tuonano i più intransigenti mentre qualcuno dal Portogallo ci difende dicendo che quella divisa non era poi così malaccio.

L’arte del giudicare è diventata una moda. E in questo caso il termine moda è quanto mai azzeccato, senza sapere però che dietro a quel “paravento” o mantella in gergo tecnico, c’è un lavoro di un grande professionista. La cappa è stata realizzata in tessuto tecnico lucido – bianca nella parte centrale, rossa e verde sui lati – per suggellare un vero e proprio tributo "alla bandiera e agli alti valori che rappresenta". Il tocco dorato della scritta "Italia" e l'Inno di Mameli, stampato in oro sul lato del cuore, sono un orgoglio patriottico.

A Re Giorgio lasciamo il commento finale sulla divisa da lui stesso disegnata:" In momenti complessi come quello che stiamo vivendo lo sport può essere di esempio perché coniuga l’impegno individuale allo spirito di gruppo e di squadra. Solo lavorando insieme si ottengono i veri risultati". 

Ecco una "simpatica" galleria di commenti: 

PS A parziale consolazione: non siamo soli. Anche i canadesi sono stati molto criticati per la loro giacchetta jeans (critiche piovute prima, per la divisa da usare dopo - quella destinata alla cerimonia di chiusura):