Giorno Memoria: Solinas, abbiamo dovere di ricordare orrore

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Di ANSA
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(ANSA) - CAGLIARI, 27 GEN - "Oggi, nella Giornata della Memoria, abbiamo il dovere di riflettere e ricordare l'orrore e le atrocità di cui è stato capace l'uomo in un passato che non è poi così lontano da noi, e trovare la forza e la determinazione per far sì che il seme insidioso e aberrante dell'antisemitismo e dell'odio non trovi mai più terreno dove attecchire". Lo ha detto il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas in occasione della ricorrenza istituita nel 2000 per commemorare le vittime dell'Olocausto compiuto dalla ferocia nazista e ricordare il sacrificio di tutti coloro che misero a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati, opponendosi al progetto scellerato di sterminio del popolo ebraico. "Offenderemmo la memoria di tutti quegli innocenti portati alla morte - bambini, donne, uomini, anziani - se consentissimo al presente di mettere da parte il passato - ha aggiunto - Quella odierna deve essere una giornata di profonda riflessione che ci impegna non solo a tramandare la memoria della Shoah, ma anche a riflettere sulle sue radici e sulle sue terribili conseguenze". "La memoria, per essere tramandata di generazione in generazione, ha bisogno di essere alimentata. Nutriamola con convinzione e determinazione - ha proseguito - ricordando come l'uomo, nato per dare amare e proteggere la vita, si sia spogliato di ogni principio e valore di umanità e spinto dalla follia del totalitarismo razziale sia stato capace di costruire e perseguire la morte". Rivolgendosi ai giovani sardi il Presidente Solinas ha sottolineato l'urgenza di "costruire ponti contro la violenza" e della necessità di "alimentare la cultura del dialogo e la pace": "Il futuro è nelle vostre mani - ha concluso - siate capaci di costruirlo basando le vostre azioni sul rispetto gli uni degli altri, debellando una volta per tutte il germe dell'antisemitismo, della discriminazione, dell'intolleranza, per la creazione di una società libera e aperta, improntata al rispetto della dignità di ogni essere umano e che sappia fare della pace e della fratellanza valori vivi, imprescindibili e insuperabili". (ANSA).

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