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Successo per la NASA. Completato il dispiegamento del telescopio James Webb

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Di Debora Gandini  Agenzie:  Agenzie internazionali
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Successo per la NASA. Completato il dispiegamento del telescopio James Webb
Diritti d'autore  CHRIS GUNN/AFP

E’ stata raggiunta un'altra pietra miliare dell'esplorazione spaziale. Il telescopio James Webb (JWST) è stato dispiegato correttamente in tutte le sue parti principali, dopo che anche lo specchio primario da 6,5 metri di diametro è completamente aperto.

Erano le 16:02 (ora italiana) di sabato 8 gennaio quando il centro di controllo missione ha inviato il comando per l'attivazione dei quattro attuatori (gli ultimi dei 178 presenti) che hanno così permesso di muovere il lato destro dello specchio principale del telescopio spaziale James Webb.

Una manovra avvenuta mentre il telescopio si trovava a 1,06 milioni di chilometri dalla Terra (con ancora 377 mila chilometri di viaggio da compiere). Fondamentale è stato il supporto del Deep Space Network per l'invio dei comandi e la ricezione della telemetria. Il DSN ha impegnato le antenne 34 e 36 del centro di Canberra in Australia, come visibile nella programmazione qui di seguito.

Una missione storica

La missione Webb, a cui lavorano l’Agenzia spaziale europea (ESA) e lAgenzia Spaziale Canadese (CSA), esplorerà ogni fase della storia cosmica, dall’interno del nostro sistema solare alle galassie osservabili più lontane nell’universo primordiale. Dalla NASA dove lavorano al programma l’Amministratore dell’Agenzia Bill Nelson ha fatto sapere che ci vorranno circa sei mesi ora per ricevere foto e immagini dalla spazio.

I segmenti dello specchio primario dovranno essere calibrati per puntare verso lo specchio secondario mentre gli strumenti dovranno raggiungere temperature molto basse. Tutte operazioni che richiedono tempo, del resto la sua risoluzione è molto più complessa di quella di Hubble.

Per gli scienziati la missione del telescopio è senza precedenti perché potrebbe scoprire i misteri del nostro universo. Webb è progettato per scrutare indietro di 13 miliardi di anni e mezzo per catturare la luce infrarossa dagli oggetti celesti, con una risoluzione molto più elevata che mai e per studiare il nostro sistema solare e mondi lontani.