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Mauritania, la salvaguardia delle biblioteche storiche. A Chinguetti migliaia di manoscritti

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Di Debora Gandini  Agenzie:  AFP
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Mauritania, la salvaguardia delle biblioteche storiche. A Chinguetti migliaia di manoscritti
Diritti d'autore  AP

Chinguetti è una città santa dell'Islam nel deserto della Mauritania. Con le sue biblioteche e i suoi antichi manoscritti, alcuni risalenti all'XI secolo, attira turisti da tutto il mondo. Nonostante la pandemia e la minacciata dal terrorismo questo paese dell'Africa nord-occidentale guarda alla inestimabile collezione di opere di letteratura per far rivivere l'antica cittadina un tempo fiorente centro commerciale medievale.

"A Chinguetti si trovano molti libri, molti manoscritti di carattere religioso, spiega Saif Al Islam proprietario di una vecchia biblioteca, come il collega Ahmed Ould Habott che ci spiega come hanno conservato intatti questi testi. “Abbiamo iniziato con il mettere delle polveri nei contenitori o nelle bacinelle che si usano per l'acqua, sono utilissime per la conservazione dei libri. Una tecnica che si usa per fare in modo che i libri non vengano intaccati e distrutti dagli insetti. Recentemente abbiamo preso questi manoscritti e li abbiamo messi al sole, e sotto il calore abbiamo aggiunto del sale.”

Il turismo si è bloccato per parecchi tempo. Prima il terrorismo islamico, poi la pandemia. Tutto di nuovo si è fermato. Quest’anno per fortuna stiamo vedendo che qualcosa si muove, e siamo ottimisti.”
Saif Al Islam
Proprietario di una biblioteca

La forza delle tradizioni

La raccolta di questi tesi iniziò nel 1699 e comprende oggi oltre 700 manoscritti. Un ricco patrimonio culturale proveniente da tutto il mondo arabo. Si tratta di testi religiosi ma ance di matematica, letteratura e astronomia. Oltre all’usura del tempo i bibliotecari di Chinguetti hanno dovuto difendere la città e i suoi manoscritti dagli attacchi degli estremisti islamici.

Nel febbraio 2021 i leader di cinque nazioni dell'Africa occidentale insieme alla Francia hanno deciso di intensificare la lotta contro gli estremisti nella regione del Sahel, potenziando la forza regionale nota come forza del G5 Sahel, lanciata nel 2017. Ora a pesare sul ritorno dei turisti è anche il Covid-19.

“Dal 1995 abbiamo davvero iniziato a sperare in un futuro migliore ma il terrorismo ha bloccato tutto, impedendo alle persone di tornare a visitare questo posto”. Spiega Saif. “Il turismo si è bloccato per parecchi tempo. Poi è arrivata la pandemia, il virus, e tutto di nuovo si è fermato. Quest’anno per fortuna stiamo vedendo che qualcosa si muove, siamo ottimisti.” La cittadina dal 1996 è stata inserita nel patrimonio mondiale dell’Unesco.