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Russia, i no-vax rischiano di diventare il cavallo di Troia di Putin

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Di  Евгений Снегов
Russia, i no-vax rischiano di diventare il cavallo di Troia di Putin
Diritti d'autore  Pavel Golovkin/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

A dispetto di una campagna statale a tamburo battente per allargare la platea dei vaccinati, una fetta significativa della popolazione russa non crede ancora nell'efficacia dello Sputnik V ed è diffidente verso le richieste di immunizzazione . Secondo i media russi, il Cremlino teme addirittura che la situazione possa portare a un crollo dei consensi per il presidente Vladimir Putin.

Lo scorso 12 novembre, il governo ha presentato alla Duma due progetti di legge per l'esibizione obbligatoria dei codici QR per accedere a trasporti, caffè, ristoranti e nei negozi in tutto il paese. Se la legge passerà, di fatto una misura simile al green pass obbligatorio già adottato da città come San Pietroburgo rimarrà in vigore almeno fino al giugno 2022.

Il Consiglio dei ministri ha definito questa iniziativa una misura di emergenza sullo sfondo di un peggioramento dell'incidenza del coronavirus nel Paese. A ottobre il tasso di mortalità è stato il più alto dall'inizio della pandemia: secondo Rosstat, il servizio statistico federale della Russia, il Covid è diventato la principale causa di morte per più di 68mila persone.

La proposta del governo ha indignato una grossa parte della Russia, che già si opponeva alla vaccinazione obbligatoria. Il malcontento è chiaramente visibile sui social media. Ad esempio, il post sull'introduzione dei progetti di legge sull'instagram della Duma ha raccolto decine di migliaia di commenti negativi e il post sul medesimo argomento del presidente della camera bassa Vyacheslav Volodin è diventato il più popolare nell'intera storia di Telegram e attualmente conta più di 720 mila commenti.

Inoltre, gli utenti dei social media hanno iniziato a inviare appelli al presidente Vladimir Putin con l'hashtag #Putinuslyshnas (ovvero "Putin ascoltaci", con oltre 3mila post su Instagram). I no-vax russi definiscono "disumana" la proposta per introdurre anche il patria in Green pass, condannando "la discriminazione delle persone in base allo stato immunitario" definendola una forma di "fascismo" e di "segregazione".

Le proteste sono debordate anche offline: in diverse città del Paese si sono tenuti picchetti, con i manifestanti che chiedevano al parlamento di respingere iniziative ritenute "controverse". I manifestanti hanno esibito poster che recavano slogan come "Abbasso i codici QR", "La Russia non è un campo di concentramento", "Abbasso la vaccinazione obbligatoria".

La popolarità dei sentimenti anti-vaccinisti è indirettamente evidenziata anche dai dati statistici, secondo i quali solo il 40% circa dei russi è stato vaccinato. Per tasso di immunizzazione al Covid, la Russia è al 91° posto nel mondo, dietro non solo alla maggior parte dei paesi europei, ma anche a paesi come Tunisia, Kazakistan e Honduras.

Grattacapo per il Cremlino

Secondo il portale web Meduza (bollato come "agente straniero" dalle autorità russe), l'amministrazione presidenziale è seriamente preoccupata per la situazione. I principali timori, secondo fonti anonime riportate dalla testata, sono legati alla prospettiva di un calo ancora maggiore nei consensi di Vladimir Putin, nel caso in cui i Presidente dovesse impelagarsi in una campagna aggressiva per promuovere la vaccinazione.

Un sondaggio condotto dai sociologi del Levada Center (a sua volta bollato come "agente straniero") ha mostrato che a novembre il 63% degli intervistati ha dichiarato di approvare le attività di Putin. A ottobre questa posizione era condivisa dal 67% degli intervistati. Allo stesso tempo, la quota di coloro che disapprovano le attività del presidente è cresciuta dal 33% al 35%.

Come ha detto a Euronews l'analista politico Alexei Makarkin, questo stato di cose potrebbe essere dovuto al fatto che sull'introduzione obbligatoria del Green pass, le autorità russe hanno dovuto affrontare l'opposizione dei propri sostenitori. Tra questi ci sono aderenti a ideologie e correnti di pensiero assai eterogenee, inclusi rappresentanti di forze politiche di sinistra, monarchici e persone associate alla Chiesa ortodossa russa. Il politologo considera la perdita della loro lealtà uno dei principali problemi che il Cremlino rischia ora di dover affrontare.

Secondo Makarkin, dal momento che le autorità hanno a lungo considerato gli esponenti dell'opposizione democratica come "agenti dell'Occidente", resta ora aperta la questione di come trattare con i loro sostenitori ideologici che rifiutano di sostenere la vaccinazione. “Le autorità sembrano essersi arenate su questo punto" spiega il politologo. "Stanno cercando di capire cosa fare, se cercare di convincerne qualcuno, minacciarne qualcun altro, e con chi cercare un compromesso. Ma per loro si tratta di una questione completamente nuova".

Dissenso interno

Uno degli esempi più recenti ed eclatanti di dissenso interno riguarda l'attrice e conduttrice televisiva Maria Shukshina, che in passato ha ripetutamente parlato della necessità di resistere all'Occidente e di come le autorità statunitensi volessero "costringere la Russia in un angolo e metterla in ginocchio".

Di recente Shukshina, è diventata una delle figure più visibili nel movimento no-vax, con un vasto pubblico a seguirla sui social.

Nei suoi account (più di 560mila follower oltre ai circa 230mila su Telegram), Shukshina parla costantemente dei pericoli legati alla vaccinazione anti-Covid e della cospirazione della "lobby farmaceutica", non lesinando critiche ai funzionari russi che promuovono l'immunizzazione.

Un'altra attivista influente che si batte contro l'introduzione dei codici QR è la leader del movimento "Risposta immunitaria", Alexandra Mashkov-Blagikh. Nel 2020, è diventata la conduttrice del programma Leave Us Alone sul canale televisivo ultra-conservatore Tsargrad. L'attivista si è opposta all'aborto e al matrimonio tra persone dello stesso sesso, sostenendo invece gli emendamenti alla Costituzione (sebbene non fosse d'accordo con alcune parole) che hanno permesso la permanenza di Putin.

Su sua iniziativa sono stati organizzati alcuni flash mob. Ad esempio, prima della prossima "Linea diretta" con Vladimir Putin il 30 giugno, Mashkova-Blagikh ha esortato gli abbonati a inviare domande sulle vaccinazioni al presidente e pubblicarle sui social network. Poco prima, aveva raccolto adesioni per un'iniziativa contro la vaccinazione obbligatoria vicino agli uffici moscoviti di Russia Unita (il partito di Putin, ndr).

Quasi 350mila utenti seguono attualmente la pagina Instagram di "Risposta immunitaria". La pagina personale di Mashkova-Blagikh è già stata bloccata, ma ha un canale telegram a cui sono iscritti 65mila utenti.

Prove di "dialogo"

Telegram è considerato la roccaforte dell'anti-vaccinismo in rete: il servizio non blocca i contenuti ritenuti controversi e, di conseguenza, ha generato un'ampio sottobosco di chat room e gruppi in cui vengono discusse le conseguenze negative della vaccinazione. I membri di queste comunità chiamano il vaccino con dispregiativi quali "liquame",  "cocktail" o shmurdyak ("vino di pessima qualità", ndr) dando soprannomi offensivi ai vaccinati e paragonando la vaccinazione obbligatoria all'Olocausto.

Le autorità politiche e sanitarie stanno cercando di opporsi all'opinione pubblica. Una delle iniziative più discusse a novembre è stata l'offerta rivolta agli esponenti più celebri del momento no-vax affinché visitassero i reparti Covid e quelli di terapia intensiva, oltre agli obitori.

La lettera, firmata dai primari dei più grandi reparti Covid in Russia, è stata inviata a 12 personaggi pubblici, politici e celebrità. Tra questi c'erano Maria Shukshina, le cantanti Natalya Vetlitskaya e Katya Lel, gli attori Yegor Beroev e Oscar Kuchera. I leader del Partito Comunista della Federazione Russa e della "Russia Giusta" Gennady Zyuganov e Sergei Mironov, nonché il vicepresidente della Duma di Stato Pyotr Tolstoj.

Parecchie delle persone sulla lista si sono affrettate ad assicurare di non essere contrarie ai vaccini, ma solo alla vaccinazione obbligatoria. Ma alcuni attivisti che non erano nell'elenco originale hanno fatto un giro all'ospedale Filatovskaya di Mosca, dove la maggior parte di loro ha rifiutato di indossare dispositivi di protezione. Il primario dell'ospedale ha commentato, in proposito, che non è stato possibile instaurare un dialogo con i visitatori.

Le radici del problema

Uno dei motivi principali per cui la popolazione, in Russia e altrove, non vuole essere vaccinata è la sfiducia nei confronti delle autorità. Ma alcuni esperti ritengono che le radici del problema possano andare più in profondità.

“La sfera irrazionale occupa un posto chiave nello spazio informativo russo" afferma Alexey Makarkin. "Include elementi abbastanza eterogenei, ma che comunque tendono a stimolare sfiducia nella scienza moderna, ad esempio nei risultati del lavoro degli scienziati, nella conoscenza razionale e così via".

“Questo irrazionalismo si presenta in diverse forme" continua. "Se prendiamo la forma politica, allora questa è una promozione molto attiva delle teorie della cospirazione nello spazio pubblico. Tutti questi Rothschild e Rockefeller che combattono per il potere, il governo mondiale. Quasi tutti i cliché di questo campo,  specialmente le teorie cospirazioniste americane, rielaborate e adattate in modo creativo, sono attivamente presenti in Russia".

Alexander Zemlianichenko/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Un manifestante tiene in mano un poster con la scritta "Nessuna repressione politica" durante una protesta anti-vaccinazione nel centro di Mosca, in Russia, 24 luglio 2021Alexander Zemlianichenko/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Tutti i tipi di teorie del complotto giocano un ruolo di primo piano nell'agenda no-vax. Ad esempio, nelle comunità che si oppongono ai vaccini, circola spesso l'ipotesi che i farmaci contengano metalli pesanti o altri componenti pericolosi e la campagna di vaccinazione sia in corso per "sfoltire" la popolazione sulla Terra. Nel maggio 2020, il regista Nikita Mikhalkov ha accusato il miliardario Bill Gates di voler impiantare, con il pretesto dei vaccini contro il coronavirus, dei nanochip nel corpo degli immunizzati, per controllare l'umanità.

Secondo Makarkin, negli anni '90, la divulgazione di varie teorie del complotto è stata una reazione al trauma associato al crollo dell'URSS. “Ormai però questi contenuti sono entrati a far parte della propaganda ufficiale. Pertanto, quando è sorta la necessità di promuovere la vaccinazione, si è scoperto che questo sottobosco di teorie della cospirazione era molto favorevole ai sentimenti no-vax", ha osservato il politologo.

Tra le teorie più gettonate, secondo Makarkin, ci sarebbe quella delle "élite traditrici" che starebbero ingannando Vladimir Putin. Da qui la popolarità di vari tipi di petizioni e appelli rivolti personalmente al presidente

Varie forze politiche in Russia, compresa l'opposizione parlamentare, sono ora costrette ad agire in accordo con i sentimenti no-vax. Ad esempio, il partito "Nuova gente", recentemente entrato in parlamento, ha ripetutamente affermato che la vaccinazione dovrebbe essere volontaria. Il leader della formazione Alexei Nechaev, rifiuta di sottoporsi al vaccino, sostenendo di avere già una buona immunità. I rappresentanti del Partito Comunista della Federazione Russa e della "Russia Giusta" hanno inoltre affermato che ogni cittadino deve decidere da solo se ha bisogno di vaccinazioni.

Makarkin considera tali dichiarazioni come "punti di incontro" con la parte d'elettorato che si oppone alle vaccinazioni.

Il leader dei Liberal-Democratici Vladimir Zhirinovsky, d'altra parte, sostiene attivamente la vaccinazione (e ha persino proposto di introdurre una sanzione penale per chi dovesse rifiutarla). “Penso che questo sia stato uno dei motivi per cui ha ricevuto significativamente meno consensi rispetto alle precedenti elezioni " ha osservato Makarkin. "Il suo partito è anti-élite e conta parecchi elettori no-vax, che hanno iniziato a disperdersi rapidamente".

Nelle elezioni parlamentari del settembre 2021, in effetti, il Partito Liberal Democratico ha preso circa il 7,5% dei voti, con un calo di quasi 6 punti percentuali rispetto ai risultati della votazione precedente.