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Minatori polacchi: "Sì alla rivoluzione energetica, ma alle giuste condizioni"

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Di Euronews  Agenzie:  AP
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Minatori polacchi: "Sì alla rivoluzione energetica, ma alle giuste condizioni"
Diritti d'autore  Czarek Sokolowski/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Circa 200 minatori polacchi sono scesi in piazza questo sabato a Varsavia, di fronte all'edificio di rappresentanza della Commissione europea. Protestano contro la decisione del Tribunale supremo dell'Unione europea di chiudere una grande miniera di carbone e contro la politica energetica europea, più in generale.

"Trasformazione energetica sì, ma alle giuste condizioni. In modo da sostituire ogni posto di lavoro che sta per essere liquidato, con un posto di lavoro simile, dove si guadagna allo stesso modo, dove si hanno lo stesso rispetto e prestigio. Non per un lavoro di bassa qualità, quindi", ha detto dal palco Sebastian Kocwin, dell'lleanza dei sindacati polacchi.

Lo slogan dei manifestanti: "Sì alla sovranità energetica della Polonia, no ai prezzi elevati dell'energia".

"I polacchi non accetteranno un drastico aumento dei prezzi dell'energia", spiega Janusz Kowalski, membro di Solidarność. "La sovranità energetica si costruisce sulla base delle proprie risorse. La Polonia ha il proprio carbone e dovremmo produrre energia e calore da quello".

Come altri Stati membri dell'Unione, la Polonia si è impegnata a eliminare gradualmente l'uso del carbone, sviluppando eolico, solare e altre fonti di energia rinnovabile.

Al vertice sul clima delle Nazioni Unite a Glasgow questa settimana, il governo polacco ha però detto che non sarà in grado di chiudere tutte le centrali a carbone fino al 2049, un obiettivo che ha deluso gli attivisti.