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Ue: No a quote per reinsediamenti degli afgani, accordo sui fondi agli stati vicini

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Di Susan Dabbous
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Ue: No a quote per reinsediamenti degli afgani, accordo sui fondi agli stati vicini
Diritti d'autore  Virginia Mayo/Associated Press
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Non ci sono quote generali fissate per accogliere i profughi afghani nell'Unione europea. Ma i Ventisette "sono determinati ad agire congiuntamente per prevenire il ripetersi di flussi migratori irregolari su larga scala a cui abbiamo assistito nel 2015. È questa la conclusione del summit del ministri degli Interni dell'Unione europea di questo martedì. Bruxelles inoltre è lontana dal riconoscere il regime talebano.

"Dobbiamo fare un lavoro di prevenzione nei paesi vicino all'Afghanistan – ha detto Ylva Johansson, Commissaria Ue per gli affari interni - per impedire alle persone di intraprendere rotte pericolose ed illegali verso l'Unione europea. Il 90% dei migranti che si mettono nelle mani dei trafficanti sono uomini, questo lo dicono i nostri dati. Dovremmo dare priorità alla protezione delle categorie più vulnerabili come donne e bambine".

Tra le nuove iniziative aumenteranno le donazioni ai Paesi vicini dell'Afghanistan per ospitare i rifugiati, ma non sono state date ancora delle cifre, a settembre Johansson convocherà una nuova riunione per stabilire i dettagli del piano d'azione.

"Dobbiamo prepararci alla prospettiva che nei prossimi mesi sempre più afgani lasceranno l'Afghanistan – ha continuato la Commissaria in conferenza stampa - per andare nei paesi limitrofi, insieme a questi Stati capiremo quale tipo di supporto dare ai governi ma anche direttamente agli afghani. Senza escludere la possibilità di reinsediamento per i soggetti più vulnerabili. Al momento non credo che sia una buona idea rifarsi all'accordo sulla migrazione stipulato tra l'Unione europea e al Turchia", ha poi concluso Johansson.