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Ue, Summit su migrazione: più protezione alle frontiere

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Di Efi Koutsokosta
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Ue, Summit su migrazione: più protezione alle frontiere
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Affrontare l'ondata migratoria dall'Afghanistan senza farsi cogliere impreparati. È questo il tema in discussione nel summit dei ministri degli interni dell'Unione europea, in corso a Bruxelles. Oltre al tema ostico delle cosiddette quote per paese, i Ventisette vorrebbero prevenire una crisi migratoria come quella del 2015.

Tra le proposte in agenda anche quella di rinforzare la presenza di Frontex, l'agenzia europea di controllo delle frontiere, ai confini esterni comunitari. Si insisterà poi anche sul supporto finanziario ai paesi confinanti con l'Afghanistan che ospitano il maggior numero di rifugiati.

Secondo il vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, gli Stati membri devono trovare una politica comune : "Alla luce dei recenti avvenimenti - ha detto - in Grecia, con Evros, in Spagna, con Ceuta, e ora anche in Lituania, è chiaro che i tempi sono maturi per trovare un accordo sulla migrazione. E questo può aiutarci sia internamente, che nelle nostri partner internazionali come l'ONU, il G7 e il G20, insieme dobbiamo trovare mezzi e risorse per aiutare i paesi che affronteranno le sfide più importanti".

Il summit si svolge in concomitanza con la scadenza pattuita dagli Stati Uniti per evacuare le sue truppe da Kabul, dopo 20 anni di permanenza. Secondo stime dell'UNHCR sarebbero mezzo milione gli afgani che potrebbero fuggire dal loro Paese entro la fine dell'anno.

"La crisi afghana non è dipesa dall'Europa, ma può diventare un momento che definisce l'Europa. E prima di tutto pone ancora una volto sotto i riflettori la necessità dell'Ue di avere una politica olistica su migrazione e asilo, sulla base della proposta della Commissione europea, questo è il momento politico per un accordo sul Patto della migrazione", ha insistito Schinas, prima di prendere parte al consiglio straordinario dei ministri dell'Interno dell'Ue sull'Afghanistan.

"Dobbiamo evitare una crisi umanitaria, una crisi dei migranti e minacce alla sicurezza. Dobbiamo agire tutti insieme ora e non aspettare di avere grandi flussi migratori alle nostre frontiere, o terroristi più forti", ha invece detto la Commissaria europea agli affari interni, Ylva Johansson, spiegando che "possibile evitare una situazione come quella del 2015". Ma per farlo, occorre "agire per sostenere la gente in Afghanistan e nel vicinato, e lavorare con le organizzazioni internazionali".