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Juan Diego Flórez, una voce dalle mille sfaccettature sul lago di Ginevra

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Juan Diego Flórez, una voce dalle mille sfaccettature sul lago di Ginevra
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Di Katharina Rabillon
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Juan Diego Flórez si è esibito in un recital nell'ambito del festival francese Les Rencontres Musicales d'Evian dando mostra di tutte le sue doti vocali passando con disinvoltura dal bel canto a Cuccuruccucu, da Gounod a Puccini. E, a sorpresa, ha fatto una gita in barca con noi sul lago regalandoci Parlami d'amore, Mariù alla chitarra.

La magia di Rossini

Un'ambientazione magica per un recital che incanta : sul lago di Ginevra il festival francese Rencontres Musicales d'Evian ha ospitato Juan Diego Flórez in un one-man-show iniziato dal compositore che l'ha lanciato in gioventù, Gioachino Rossini.

"Amo cominciare con Rossini" - ci confida. "Significa che tutto il resto andrà bene, perché Rossini ti prepara per qualunque cosa tu debba cantare dopo. Ti mette la voce al posto giusto".

Era il 1996 quando, a soli 23 anni, ebbe la sua consacrazione al Rossini Festival di Pesaro sostituendo il titolare della parte di Corradino nella Matilde di Shabran.

"Penso che sarei molto triste - confessa - se arrivasse il giorno in cui non posso più cantare Rossini, spero che non succeda. Perché dico questo? Perché Rossini è molto virtuoso nel canto e ha tutti gli elementi del canto operistico che tutti o molti cantanti temono, come le note acute o la coloratura. Quindi spero di poterlo sempre cantare. Per me è un piacere".

Dai classici italiani ai romantici francesi

In effetti la voce del tenore peruviano è cambiata nel corso degli anni, il che gli ha permesso di cominciare a cantare il repertorio francese e anche Verdi. È così che in questo show è potuto passare dai classici italiani ai romantici francesi, dando mostra di tutte le sue doti vocali.

"Trovo l'opera romantica francese molto espressiva - commenta -. Il Werther di Massenet è molto malinconico, ma soprattutto l'aria... 'Pourquoi me réveiller' ha queste meravigliose note acute in questo momento fortissimo che dà al pubblico la pelle d'oca... viene anche a me quando la canto".

Flórez si è fatto accompagnare al pianoforte da Vincenzo Scalera, con cui condivide un forte legame musicale da molti anni. Per il tenore "Il pianoforte è uno strumento magnifico, ti dà la sensazione di avere un'orchestra". E Scalera stesso conferma che questo è il suo obiettivo: "Devo cercare di creare una sorta di suono orchestrale. Guardo la partitura dell'orchestra e annoto: questi sono archi, questi sono legni, eccetera, e cerco di trasferire questa sensazione nell'accompagnamento al pianoforte".

Sul lago cantando "Parlami d'amore, Mariù"

Al termine del recital , López si è esibito in diversi bis, fra cui Cuccuruccucu. Ma anche Parlami d'amor, Mariù, che ha cantato anche per noi, in barca, sul lago di Ginevra.

Ma perché ama tanto tirar fuori la chitarra alla fine di un recital? "Sono cresciuto suonando la chitarra quando da ragazzo viaggiavo per il Perù o verso le Ande - racconta. - Cantavo alle mie fidanzate, anzi trovavo delle fidanzate grazie alla chitarra, suonando di notte al chiaro di luna e alla luce del fuoco..."

E poi per lui uno spettacolo di questo tipo, da solo di fronte al pubblico, ha qualcosa di speciale: "Penso che un recital sia una conversazione - spiega -. In qualche modo, parli, comunichi, senti il pubblico. Ed è molto intimo".

La tournée di Juan Diego Flórez prosegue il 17 luglio al Teatro di Verdura di Palermo, il 20 al Carmen Würth Forum di Künzelsau e il 21 al Grafenegg Wonkelturm. Per conoscere tutte le date, consultare il programma sulla sua pagina web.