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Russia, controlli e perquisizioni sui giornalisti indipendenti

Russia, controlli e perquisizioni sui giornalisti indipendenti
Diritti d'autore AP Photo/Pavel Golovkin
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Di Euronews
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Legami tra criminalità e potere: su questo indagano i giornalisti fermati e poi rilasciati in Russia

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Controlli, perquisizioni, sequestro dei dispositivi elettronici: sono i metodi utilizzati dal Comitato Investigativo della Federazione Russa nei confronti dei cronisti del giornale indipendente 'Project', noto per le sue indagini che coinvolgono alti funzionari.

Gli agenti di sicurezza hanno fermato il capo redattore Roman Badanin, il suo vice Mikhail Rubin e la corrispondente Maria Zholobova.

Mikhail Rubin racconta come è avvenuto il fermo: "Ho lasciato la mia auto e, improvvisamente, alcuni uomini mi hanno affrontato con fare aggressivo, non da una macchina della Polizia. Mi hanno torto le braccia, sono stati violenti. Poi si sono avvicinati altri poliziotti; non sono stati così aggrassivi. Ma la detenzione è stata in ogni caso molto sgradevole".

Il Cremlino ha detto di non essere a conoscenza della vicenda che ha portato al fermo dei giornalisti, ma di avere fiducia nei funzionari.

Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov sostiene che "c'è sicuramente una giustificazione legale per queste azioni. Non siamo a conoscenza della natura delle accuse avanzate dagli investigatori - aggiunge - L'abbiamo appreso dai media".

I giornalisti sono stati interrogati nell'ambito di una causa per diffamazione, avviata già nel 2017 dopo il film di Badanin e Zholobova sull'imprenditore di San Pietroburgo Ilya Traber e i suoi presunti legami con il crimine organizzato. Gli stessi reporter del "Progetto" associano le perquisizioni e gli interrogatori alla loro ultima indagine sulla corruzione e le presunte connessioni del ministro dell'Interno Vladimir Kolokoltsev con gruppi criminali.

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