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Eurodeputati & vaccini, alcuni temono la sessione di Strasburgo

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Di Shona Murray
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Eurodeputati & vaccini, alcuni temono la sessione di Strasburgo
Diritti d'autore  FREDERICK FLORIN/AFP

I deputati stanno riprendendo le sessioni plenarie a Strasburgo dopo che il Covid li ha costretti a rimanere a Bruxelles o a connettersi a distanza per più di un anno. E non tutti ne sono contenti.

Circa 80 deputati hanno firmato una lettera in cui affermano che un "alto numero" di membri del personale parlamentare viaggerà senza essere vaccinato contro il COVID.

Lidia Pereira, eurodeputata Portogallo PPE: "Un numero significativo di persone deve essere spostato e questo può essere un fattore di rischio. E' il motivo per cui penso che sarebbe più prudente aspettare un tasso di vaccinazione più alto. E poi potremmo andare a Strasburgo in un modo molto più sicuro di quello che stiamo facendo oggi. Siamo anche molto restrittivi per quanto riguarda le nostre mosse all'interno della città e delle istituuzioni a Strasburgo perché tutto è ancora chiuso. Quindi sarà davvero un'esperienza".

Accanto al rischio, c'è anche il fastidio extra di avere un test PCR negativo all'arrivo in Francia e i requisiti di quarantena al ritorno.

Ma il governo francese e molti deputati francesi dicono che è necessario. E il parlamento ha fornito test PCR e vaccini a deputati e personale.

Fabienne Keller, Renew Europe: "Vedo come un simbolo il fatto che andremo a votare a Strasburgo per il certificato vaccinale europeo per alleviare i problemi di viaggio. Viviamo nell'area Schengen dove, come sapete, gli spostamenti sono totalmente liberi. Questa è un'importante conquista dell'Unione Europea. Parte dello staff viene da Bruxelles, ma non tutti".

La plenaria sarà una sessione ibrida, quindi molti parteciperanno ancora a distanza.