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Manucho, dai tappi di bottiglia a campione angolano di golf

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Manucho, dai tappi di bottiglia a campione angolano di golf
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Oggi vi proponiamo un ritratto del miglior giocatore di golf del paese. Scoprirete un campione ma anche una storia, un percorso incredibile, tanto lavoro per colui che è colui che è chiamato affettuosamente Manucho.

Da raccattapalle a campione

Victor Marçal non avrebbe mai immaginato che un giorno con lui, sul campo dove ha affinato le sue capacità, ci sarebbe stato Manuel Pedro, un allenatore noto in tutto il paese come "il padre del golf angolano".

Ne ha fatta di strada Victor, da quando faceva il raccattapalle osservando i giocatori di golf da lontano. Racconta: “Hanno cominciato a chiederci: volete imparare a giocare? Abbiamo detto: sì, vogliamo imparare. Hanno detto: colpite la palla. L'abbiamo colpita e da lì è cominciato tutto".

A chiederglielo è stata una coppia francese, che ha preso Victor sotto la sua ala protettrice. L'hanno aiutato a imparare a giocare a golf, e più avanti gli hanno anche fornito l'attrezzatura.

Il suo interesse e la sua passione per lo sport sono cresciuti. Intanto, Victor e gli altri erano diventati caddie, finendo di fronte allo stesso uomo con cui sta giocando oggi, Manuel Pedro. E conquistandosi il nomignolo affettuoso "Manucho".

"Abbiamo dato loro l'opportunità di cominciare a gareggiare, prima nei tornei dei caddie, poi nei tornei fra caddie e giocatori - ricorda Pedro -. Poi sono stati formati. Dalla formazione che avevano già avuto, una formazione per caddie, sono passati a una formazione da giocatori. È a quest'epoca che Manucho si è fatto notare. Anche altri ragazzi, ma Manucho era il numero uno fra i migliori".

António Marçal e Victor Marçal Ikimobile - Campeões de Angola e Qualificados para a Final Mundial em Cascais, Portugal

Posted by World Corporate Golf Challenge - Angola on Tuesday, June 4, 2019

Un tappo di bottiglia come palla da golf

Oggi campione nazionale, Manucho condivide con noi i ricordi dei suoi inizi. Quando, nella sua casa di Luanda, non aveva attrezzatura ed era costretto a improvvisare. Racconta, indicandoci gli oggetti: "Prendevamo un'asticella come questa, la piegavamo una volta e poi un'altra volta qui, per afferrarla e tenere la presa. E ci inventavamo anche palle che non avevamo. Prendevamo i tappi delle bottiglie di vino. E poi li colpivamo".

Una passione e una perseveranza che hanno dato i loro frutti. A 38 anni, oggi Manucho ha vinto oltre 60 campionati in Angola. Non ricorda con precisione neanche lui: "Ho già vinto 62, 63 trofei. Ma il più importante è il trofeo dei 45 anni dell'indipendenza dell'Angola. È un trofeo che ha un grande significato nella mia vita".

Quando non è sul campo da golf, Manucho lavora come chauffeur per una banca.

Uno sport per tutti

Il golf professionistico è ancora in fase di sviluppo in Angola, mancano ancora infrastrutture e attrezzature. Manucho spera di ispirare altri, abbattendo gli stereotipi tradizionali: "I ragazzi a cui insegno spesso mi dicono: ma questo gioco è solo per persone che vestono bene! No, no, dico io. Se anche tu diventi professionista, ti vestirai così e continuerai a essere la persona che sei, non cambierà niente. Il golf è per tutti i livelli sociali, non ha importanza".

Lui continua a guardare avanti: "Non mi fermerò qui. Lavorerò ancora, di più. O batto il record in Angola e resto in Angola, oppure batto il record in Angola e riesco, un giorno, a fare la storia fuori dall'Angola".