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Viaggio in Bosnia-Erzegovina: cosa devono sapere i visitatori

Il Vecchio Ponte di Mostar è considerato un simbolo della diversità e della coesione del Paese.
Il Vecchio Ponte di Mostar è un simbolo della diversità e della coesione del Paese. Diritti d'autore  Photo by Christian Lue on Unsplash
Diritti d'autore Photo by Christian Lue on Unsplash
Di Fakhriya M. Suleiman
Pubblicato il
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Il patrimonio secolare della Bosnia ed Erzegovina e una scena dell’ospitalità in forte crescita e molto creativa stanno trasformando il Paese balcanico in una delle nuove mete di viaggio d’Europa.

Non hai ancora deciso dove andare in viaggio quest’estate, ma vuoi evitare di sentirti tagliato fuori? Questo Paese balcanico è sempre più al centro delle discussioni online come una delle destinazioni di punta d’Europa.

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Ad aprile Tripscout, guida di viaggio social, ha annunciato il vincitore dei suoi «Most Engaging Destination Awards» (premi per le destinazioni più coinvolgenti). I riconoscimenti si basano sull’analisi «Social IQ» della piattaforma, che misura le performance sui social in termini di coinvolgimento complessivo – like, commenti, ricondivisioni – e di crescita dei follower.

In Europa, la Scozia si è aggiudicata due premi, come regione più trendy e più coinvolgente, mentre la Bosnia ed Erzegovina è stata eletta Paese più coinvolgente: gli utenti hanno cliccato «mi piace» oltre 2,4 milioni di volte sui profili ufficiali del turismo del Paese.

«La Bosnia ha ottenuto il punteggio più alto per il coinvolgimento complessivo in Europa, da qui il premio», ha spiegato a Euronews Travel Jim Brody, vicepresidente globale per le destinazioni di Tripscout. «Non c’è stato alcun intervento editoriale nelle decisioni sui premi: sono state determinate esclusivamente dall’algoritmo che ha generato quel punteggio».

Per Brody, sebbene la Bosnia non goda ancora della notorietà e dell’attenzione mediatica che merita, i social network, post dopo post, offrono alle destinazioni un canale diretto per dialogare con i potenziali visitatori attraverso contenuti mirati.

«Storicamente vediamo che i social permettono agli utenti più curiosi di scoprire mete poco conosciute», ha aggiunto. «Non è tanto che ci siano più viaggiatori curiosi e coinvolti sui social rispetto ad altri media – anche se questo contribuisce al fatto che destinazioni meno note possano diventare virali – quanto il modo in cui i social sono strutturati. Gli utenti possono andare ben oltre il semplice interagire con i contenuti».

Il riconoscimento di Tripscout arriva mentre il Paese balcanico ha registrato nel 2025 oltre 1,9 milioni di visite, in lieve aumento (+0,3% su base annua). Una crescita discreta, che solleva una domanda: cosa c’è dietro questo silenzioso boom turistico?

Le attrazioni da non perdere

A 126 chilometri a sud-est della capitale Sarajevo, Mostar ospita un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO: il Ponte Vecchio ricostruito (Stari Most). Costruito originariamente nel 1566, sotto il regno del sultano ottomano Solimano il Magnifico, è stato distrutto durante il conflitto degli anni Novanta e poi ricostruito nel 2004.

Situata a Mostar – città il cui nome deriva da «mostari», i «guardiani del ponte» – la struttura è al centro di una storia plurisecolare in cui moschee, chiese e sinagoghe sorgono fianco a fianco. La sua ricostruzione rappresenta la vita condivisa in Bosnia tra le comunità musulmane, cristiane ed ebraiche.

«Il Ponte Vecchio e il centro storico ricostruito di Mostar sono un simbolo di riconciliazione, di cooperazione internazionale e di convivenza tra diverse comunità culturali, etniche e religiose», sottolinea l’UNESCO (fonte in inglese).

Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina
Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina Photo by Lothar Boris Piltz on Unsplash

La vivace capitale Sarajevo offre un mix di storia e cultura contemporanea, con influenze ottomane, austro-ungariche e jugoslave ben visibili nell’architettura e nella cucina.

Le strade acciottolate di Baščaršija sono il luogo in cui il passato della città prende vita: secondo molti, il quartiere del mercato è rimasto praticamente immutato. Il travel writer di Time Out John B Wills (fonte in inglese) racconta: «Quello che vedi oggi è molto vicino a ciò che le persone vedevano secoli fa».

Il battito moderno della capitale si coglie anche nella scena gastronomica in continua evoluzione, dove ristoranti di alta cucina come Mala Kuhinja propongono creazioni fusion di carne bianca e pesce ispirate alle cucine asiatica e balcanica.

Gallerie d’arte contemporanea come Manifesto stanno contribuendo a plasmare la scena creativa di Sarajevo, offrendo agli artisti emergenti spazi espositivi e occasioni di incontro con organizzazioni e collettivi culturali. La mostra «Ukrštenica», inaugurata ad aprile, ha riunito sei artisti bosniaci e della regione, chiamati a esplorare la struttura dei cruciverba attraverso le arti visive.

Dove alloggiare

Negli ultimi anni la crescita del turismo nel Paese ha attirato una nuova ondata di progetti alberghieri, con diverse aperture internazionali in arrivo.

Marriott Bonvoy ha scelto il Mostar Marriott Hotel come nuovo indirizzo nel Paese balcanico: offrirà 182 camere e suite, cinque ristoranti, una piscina all’aperto e un centro business.

L’Hotel NOVA Inn Sarajevo, struttura a quattro stelle aperta al pubblico a febbraio 2026, propone otto appartamenti arredati in stile studio per viaggiatori business e leisure. L’aparthotel, a due passi da Baščaršija Street, include la colazione nel prezzo del soggiorno.

L’Hotel Eleven di Sarajevo ha aperto le porte a giugno dello scorso anno. Come suggerisce il nome, il quattro stelle dispone di 11 unità tra camere matrimoniali, doppie e appartamenti. Le camere ospitano una o due persone, mentre gli appartamenti possono accogliere fino a quattro ospiti. Interni e arredi bianchi sono ravvivati da opere d’arte policrome, e la posizione permette di raggiungere a piedi il Teatro Nazionale di Sarajevo.

Consigli di viaggio

Sebbene la Bosnia sia un Paese candidato all’ingresso nell’UE, i visitatori provenienti dall’Unione e dai Paesi firmatari dell’accordo di Schengen, tra cui Liechtenstein, Monaco e Svizzera, possono entrare per soggiorni fino a 90 giorni nell’arco di sei mesi, purché in possesso di un documento di viaggio e di un documento d’identità validi.

I cittadini di altri Paesi possono richiedere un visto per soggiorno di breve durata, che consente ingressi multipli nel Paese balcanico per un massimo di 90 giorni in un periodo di 180. Il visto è particolarmente utile per chi viaggia per affari, motivi di studio o sport, così come per altri scopi, ad esempio la partecipazione a eventi scientifici, culturali o religiosi.

Per entrare e muoversi nel Paese, partire in autobus da Sarajevo offre molte opzioni, con frequenti partenze: la maggior parte dei collegamenti internazionali e interurbani passa dalla capitale.

Oltre a contare su una rete che collega più di 91 città del Paese, gli autobus da Sarajevo servono anche l’area del Međunarodni aerodrom Sarajevo, il principale aeroporto internazionale. Città come Banja Luka e Mostar sono altri snodi chiave dei trasporti.

Se preferisci viaggiare in treno, la rete ferroviaria del Paese collega le principali città sia a livello nazionale sia con l’estero: la tratta Sarajevo-Ploče-Sarajevo porta i passeggeri da e verso la vicina Croazia.

La valuta nazionale è il marco convertibile (BAM), con 1 BAM pari a circa 0,51 euro. I visitatori stranieri possono inoltre richiedere il rimborso dell’IVA su beni acquistati per un importo superiore a 100 BAM (51,12 euro), esclusi prodotti come oli e tabacco.

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