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Brexit, certificati di viaggio e lo sfogo di Ursula. Cronaca di una settimana a Bruxelles

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Brexit, certificati di viaggio e lo sfogo di Ursula. Cronaca di una settimana a Bruxelles
Diritti d'autore  Alastair Grant/Copyright 2016 The Associated Press
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Settimana intensa a Bruxelles: la seduta plenaria al Parlamento europeo ha dato l'occasione di votare il certificato Covid 19 per viaggiare e l'accordo sulla Brexit. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è recata all'emiciclo dove è tornata sul "sofagate" e ha detto, senza mezzi termini, quanto si sia sentita umiliata "come donna e come europea”.

Tra i voti importanti di questa settimana, c'è stato anche quello di revoca dell'immunità all'europarlamentare Ioannis Lagos che ha permesso il suo arresto martedì scorso a Bruxelles. L'esponente del partito di estrema destra greco, lo scorso ottobre, era stato condannato a 13 anni di carcere da un tribunale greco che ha anche messo al bando il suo partito, Alba Dorata, come organizzazione neonazista. Per ora Lagos resta in Belgio ma la Grecia ne ha già chiesto l'estradizione.

La plenaria ha offerto anche l'occasione al funzionario francese Michel Barnier, artefice dei negoziati sulla Brexit, di dare il suo ultimo saluto a Bruxelles prima di ritirarsi dalla politica europea e rientrare in Francia.

Brexit

L'approvazione dell'accordo di libero scambio con il Regno Unito, da parte del Parlmento europeao era l'ultima tappa legislativa, dopo che il Consiglio europeo aveva già dato il via libera. Ora la priorità è risarcire le prime vittime commerciali della Brexit, per questo l'Unione europea ha stanziato 5 miliardi di euro.

Chiuso il capitolo degli accordi commerciali, ora ci si deve interrogare sull'eredità politica del divorzio. Secondo la direttrice del European Movement in Irlanda Noelle O'Connell “La lezione che dobbiamo imparare è che non dovremmo più permettere la tattica politica di nazionalizzare il successo e europeizzare il fallimenti”. Il monito quindi riguarda tutti i politici europei.